Giacomo Sferlazzo a “Visioni di Lampedusa” per l’inaugurazione della mostra “Le rughe sulla frontiera” Bolzano 9 Marzo ore 19.00 centro culturale Trevi (Via Cappuccini 28)
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LampedusaInFestival – Bando di concorso della quarta edizione (2012)
LampedusaInFestival – IV Edizione
“L’incontro con l’Altro” – Festival delle migrazioni e del recupero della storia orale
Un concorso per filmmakers a Lampedusa dal 19 al 23 luglio 2012
1. OBIETTIVI
Il LampedusaInFestival – giunto alla quarta edizione – si propone quest’anno di affiancare al tema principale legato all’immigrazione quello della democrazia, poiché il 2011 ha rappresentato le crisi sia delle democrazie occidentali che delle dittature del Nord Africa.
Gli obiettivi principali della manifestazione sono di aprire discussioni e riflessioni sulle migrazioni. In particolare quest’anno, si vuole aprire un ponte con i paesi del Nord Africa per capirne meglio le dinamiche e le prospettive alla luce dei cambiamenti che hanno profondamente mutato questa regione del mondo a noi così vicina e per molti aspetti sconosciuta. La promozione dei valori dell’accoglienza e dell’incontro, della diversità e del dialogo sono la spina dorsale del LampedusaInFestival, insieme ad una critica sulle cause che spingono migliaia di persone a lasciare la propria terra.
Oggi il cinema è uno degli strumenti più efficaci e di maggiore impatto per la diffusione della cultura a tutti i livelli e può essere uno strumento utile per far conoscere la società e per cambiarla, per mantenere viva la memoria, per raccontare storie attraverso le quali analizzare, decodificare e comprendere fenomeni globali.
Il dialogo attraverso il cinema, la musica, l’arte è il metodo che abbiamo scelto per indagare la realtà complessa di cui facciamo parte.
2. SEZIONI
Il Festival si articola in due sezioni di concorso.
Sezione in concorso “Migrazioni e Memorie”
Quest’anno il LampedusaInFestival conserverà la sua tradizionale attenzione alle migrazioni, con la sezione “Migrazioni e Memorie” (in collaborazione con l’Archivio delle Memorie Migranti). Il tema di questa sezione riguarderà la narrazione della condizione migrante anche dal punto di vista dei migranti stessi. Essa vuole essere infatti un incoraggiamento particolare alle forme di autonarrazione, attraverso forme di video partecipato, da parte di filmmakers provenienti da altri paesi, per contribuire a prestare ascolto, piuttosto che dare voce, alla prospettiva di chi si trova a vivere in una società diversa da quella in cui è nato o cresciuto. Questa sezione vuole essere un luogo di ascolto e di accoglienza di storie da cui traspaiano i desideri, le aspirazioni, i sogni dei migranti ma anche le pratiche concrete e le forme di convivenza quotidiana tra migranti e italiani. Allo stesso tempo si presterà attenzione a quelle narrazioni che affrontino il tema della migrazione come cambiamento di prospettiva sulla propria esistenza, come rielaborazione di memorie che assumono significati specifici nel presente di luoghi altri. Per il nostro festival valorizzare l’autonarrazione significa cercare di superare l’idea che il migrante sia un mero “oggetto” di osservazione, e contribuire a una memoria davvero comune – pur nella molteplicità delle sue forme – delle trasformazioni, positive o negative che siano, che riguardano questo paese e i suoi nuovi cittadini. — Durata massima 45’ titoli compresi. Si accetta solamente il supporto Dvd.
Sezione in concorso “Democrazia”
Dalla Rivoluzione Silenziosa dell’Islanda, alla Primavera Araba, da Occupy Everywhere a Cuba, il 2011 ha definitivamente sollevato a livello internazionale il dibattito sulle democrazie. Che la scintilla sia stata il tracollo finanziario del sistema capitalistico o la lotta contro i dittatori, ciò che abbiamo visto, filmato, raccontato e di cui a volte anche fatto parte è stata l’espressione di una società civile che vuole riprendersi il suo ruolo nel processo di sviluppo e gestione del proprio paese. Nella sua IV edizione, il LampedusaInFestival ha deciso di aprire una sezione dedicata al concetto di democrazia. Un argomento che sta a cuore a molti e per questo fortemente voluto da tutti. Una sezione intesa come contenitore di qualsiasi testimonianza critica e costruttiva che vada contro le derive antidemocratiche che ancora oggi, mentre la libera circolazione di beni ed informazioni attraverso la rete e le nuove tecnologie continua ad abbattere ogni barriera, tengono in ostaggio tanto le società occidentali quanto i paesi in via di sviluppo. — Durata massima 45’ titoli compresi. Si accetta solamente il supporto Dvd.
Alle due sezioni sopra descritte si aggiungerà, per la IV edizione, una nuova sezione fuori concorso dedicata ai filmmakers di Lampedusa e Linosa, con l’intento di dare risalto ai talenti locali.
Sezione fuori concorso “Pelagie”
I video presentati in questa sezione dovranno raccontare l’arcipelago nei suoi vari aspetti: naturali, storici, politici, con un’attenzione verso il passato e le storie narrate dai nostri anziani. Ci piacerebbe in particolare raccogliere le testimonianze di chi ha vissuto momenti dell’isola ormai quasi del tutto dimenticati come, ad esempio, la pesca delle spugne o l’opera dei pupi, i trasporti prima dell’aeroporto o le nascite in casa. Tutti i video pervenuti verranno proiettati a rotazione dal 14 al 19 luglio 2012 presso tutte le attività, commerciali e non, che aderiranno all’iniziativa (bar, ristoranti, alberghi, aeroporto). Le attività che aderiranno dovranno provvedere a mettere a disposizione un televisore ed un riproduttore DVD. Verrà creata una mappa, on line e cartacea, con tutte le attività che partecipano e la sinossi dei film. — Durata massima 8’. Si accetta solamente il formato DVD. Dovranno essere consegnati entro il 30 giugno accompagnati da una scheda di partecipazione.
3. PREMI
Sezione in concorso “Migranti e Memorie”
1° premio: € 500,00
2° premio: € 250,00
Sezione in concorso “Democrazia”
1° premio: € 500,00
2° premio: € 250,00
Sezione fuori concorso “Pelagie”
1° premio: € 200,00
Premio Speciale DER
1° premio: (sarà comunicato a breve)
I premi in denaro verranno versati tramite bonifico bancario soltanto dopo aver ricevuto i contributi attesi.
4. REGOLE DI PARTECIPAZIONE
L’iscrizione al Festival è gratuita. La partecipazione è aperta ad autori italiani e stranieri.
Si accettano filmati solamente su supporto DVD. Non si accettano altri supporti.
Gli autori devono compilare la scheda con l’avvertenza di scrivere in modo leggibile nome e cognome, indirizzo, città, telefono e dovranno firmare il consenso al trattamento dei dati personali.
Importante! Non sarà accettata la presentazione di più film su un solo supporto Dvd.
Modalità di invio dei lavori (per le sezioni in concorso)
Sono ammessi al concorso tutti i cortometraggi (fiction, videoclip o documentari) della durata massima di 45 minuti, titoli inclusi.
Inviare i lavori insieme alla scheda di partecipazione e al modulo per il trattamento dei dati personali per lettera/pacco postale o per corriere, entro e non oltre il 19 maggio 2012 a: LampedusaInFestival c/o Associazione ASKAVUSA, presso Giacomo Sferlazzo – Via Cala Pisana, 66 – 92010 Lampedusa (AG).
L’invio dei video va effettuato anche in forma telematica (online) tramite WeTransfer: www.wetransfer.com, all’indirizzo email upload@lampedusainfestival.com. I formati accettati in questo caso sono: mov, mpg2, mpg4, avi dv (si sconsiglia l’utilizzo di altri codec avi poichè potremmo non riuscire a leggerli). Ogni file non dovrà superare la dimensione di 2 gigabyte.
Scheda di partecipazione e modulo di consenso al trattamento dei dati personali sono disponibili online sul sito ufficiale del Festival: www.lampedusainfestival.com.
Ogni autore potrà inviare una sola opera per sezione di concorso. Sono ammesse solo le produzioni successive al 1 gennaio 2010. Le spese di spedizione sono a carico dell’autore.
Si richiede la gentilezza di sottotitolare le opere in lingua inglese, vista la propensione del Festival alla creazione di circuiti internazionali, gemellaggi e/o proiezioni all’estero. I filmati non italiani dovranno avere i sottotitoli in italiano oppure in inglese o francese.
Si richiede la gentilezza di inviare una foto di scena con una definizione di 300 dpi via email all’indirizzo: press@lampedusainfestival.com.
Non verranno accettati filmati consegnati la sera della proiezione.
I filmati selezionati non saranno restituiti e rimarranno presso l’archivio del Festival. Gli autori autorizzano il LampedusaInFestival alla proiezione delle proprie opere per motivi promozionali o di studio, senza fini di lucro, che si possono svolgere in momenti diversi dal Festival stesso.
La selezione delle opere che verranno ammesse in concorso avviene a cura e a giudizio insindacabile della direzione artistica del Festival. Al termine della preselezione, gli autori saranno informati telefonicamente o via email. Le opere e i nomi degli autori selezionati verranno inoltre pubblicati sul sito ufficiale del Festival.
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SENZA FILTRO – STEFANO MANNUCCI INCONTRA GIACOMO SFERLAZZO AND FRIENDS
Giovedì 02/02/2012 dalle 21.30
Libreria caffè N’IMPORTE QUOI via Beatrice Cenci 10 (zona Portico d’Ottavia) Roma
CON ALESSANDRA PARISI, PIERGIORGIO FARAGLIA E OSPITI A SORPRESA.

INGRESSO LIBERO - CONSUMAZIONE OBBLIGATORIA EURO 8
PRENOTAZIONE CONSIGLIATA, DA EFFETTUARE INVIANDO UNA MAIL A librerianpq@gmail.com
LA PRENOTAZIONE SARA’ CONVALIDATA DA UNA RISPOSTA DELLA LIBRERIA.
segui l’evento su FB http://www.facebook.com/events/356010831076891/
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Giacomo Sferlazzo LIVE : 27 gennaio MOB Palermo – 29 gennaio TEATRO COPPOLA Catania – 29 gennaio MR HYDE Catania- 31 gennaio AL QUDS Palermo.
27 gennaio 2012 ore 21.30. IL SUONO E LE PAROLE . PALERMO . Concerto di Giacomo Sferlazzo. Mob Studio, in via Raffaello 2
29 gennaio 2012 ore 19.00. Incontro con Giacomo Sferlazzo/Presentazione Lampemusa. CATANIA. Teatro Coppola http://www.teatrocoppola.it/ , in via del Vecchio bastione.
29 gennaio 2012 ore 22.30. Concerto di Giacomo Sferlazzo. CATANIA. MR Hyde
http://www.facebook.com/search/results.php?q=mr%20hyde%20catania&init=quick&tas=0.8349913907620539#!/events/296785927036478/
31 gennaio 2012 ore 20.00. Concerto di Giacomo Sferlazzo. Palermo. Associazione culturale Al Quds. http://www.alqudspalermo.org/
(BlogSicilia)
Palermo accoglie “Il suono e le parole”
5 gennaio 2012 - Prenderà il via l’11 gennaio la quarta edizione della rassegna “Il suono e le parole”, organizzata dal Gruppo Teatro Totem e che si svolgerà fino al 3 febbraio al Mob Studio, in via Raffaello 2 a Palermo.
Una piccola rassegna che nel tempo ha confermato una precisa intenzione: essere contenitore di forme artistiche che siano contenuto. E allora accanto a spettacoli di poesia, teatro e musica è diventata consuetudine inserire film documentari di spessore sociale.
Inoltre, quest’anno “Il suono e le parole” entra a far parte della Rete del Caffè sospeso, rete di festival, rassegne e associazioni culturali in mutuo soccorso.
Ad aprire la rassegna sarà lo spettacolo di poesia al femminile “E di cantare non può più finire…”(l’11 gennaio) con le attrici Maria Teresa de Sanctis e Letizia Porcaro, la danza di Donatella de Sanctis e la musica di Fabio Rizzo (sax e pianoforte), per dare voce, fra le altre, a versi di autrici poco frequentate (Isabella Morra o Mariannina Coffa per esempio) o autentiche perle nascoste, come Antonia Pozzi, sublime poetessa del Novecento.
Quindi lo spettacolo teatrale “Fata Morgana” (il 13 gennaio) e due lavori della de Sanctis: il monologo “Enza sempre in bianco” (il 25 gennaio) , sulla forza delle donne del sud (come tutti i sud del mondo) e “I professionisti”, (l’1 febbraio) per ridere (e non solo) dell’oggi.
Ad aprire la rassegna giorno 11 gennaio ci sarà anche la presentazione del libro “Le rughe sulla frontiera – Lampedusa Restiamo Umani!” a cura di Gianpiero Caldarella (Navarra Editore) e l’inaugurazione della mostra omonima che sarà visitabile per tutta la rassegna cioè dal 11 gennaio al 3 febbraio dalle 18 alle 21.
Come detto ci sarà ampio spazio per i documentari di spessore sociale, scelti fra i migliori del Lampedusainfestival (organizzato dall’associazione culturale Askavusa): che verranno proiettati il 18 gennaio.

Il 13 gennaio invece proiezione dei video “Voci rumene” di Angela Giardina, Enrico Montalbano e Ilaria Sposito e “Noi” di Maria Muratore (premiato al “150digit – L’Italia nelle scuole”).
Abbastanza variegato quest’anno il programma musicale: si comincia con la Daniele Treves Band che proporrà un rock versatile disurbanizzato (il 20 gennaio), quindi si continua con la canzone d’impegno di Giacomo Sferlazzo (il 27 gennaio), per chiudere con l’intensa proposta musicale dei Vorianova (il 3 febbraio).
Ad affiancare l’iniziativa i ragazzi del Mob Studio di Palermo. Tutti gli spettacoli avranno inizio alle 21,30. Ingresso con contributo libero e tesseramento obbligatorio (www.mobpalermo.com).
29 gennaio ore 19.00 TEATRO COPPOLA Catania
29 gennaio dalle 22.30 MR Hyde Catania http://www.facebook.com/notifications#!/events/296785927036478/
31 gennaio dalle ore 21.30 AL QUDS Palermo
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Lampemusa di Giacomo Sferlazzo. Etichetta I figli di Abele Prod. Distribuzione Audioglobe/Edizioni De Dieux.
LAMPEMUSA
IL NUOVO ALBUM DEL CANTAUTORE GIACOMO SFERLAZZO
A tutti coloro che hanno trovato in Lampedusa la salvezza
A coloro che non l’hanno potuta vedere
A tutti quelli che vedendola se ne sono innamorati.
LAMPEMUSA
Etichetta : I FIGLI DI ABELE Prod.
Distribuzione : Audioglobe / Edizoni De Dieux/SuccoAcido
Prodotto da : Giacomo Sferlazzo
Testi/musica/voce e chitarra : Giacomo Sferlazzo
Registrato e mixato da Piergiorgio Faraglia
Tracce:
1 LamPoesia : Una poesia in dialetto lampedusano. Lampedusa parla in prima persona di se stessa.
2 La canzone del santuario della Madonna di Porto Salvo : Un canzone in dialetto lampedusano con una struttura musicale ricavata dalla tradizione popolare siciliana che narra del Santuario della Madonna di Porto Salvo, luogo in cui nell’antichità i musulmani e i cristiani riuscivano a pregare nello stesso luogo e dove davanti all’immagine della Madonna vi era una lampada ad olio sempre accesa che veniva alimentata sia dai cristiani che dai musulmani. Un luogo che è simbolo dell’isola e di un mediterraneo che vuole incontrarsi.
3 Lampedusa 24/01/2009 : Registrata dal vivo al N’Importe quoi di Roma il 31/03/2011 durante un concerto per sensibilizzare sui fatti che stavano accadendo a Lampedusa.” Un brano che era già presente nel primo album di Sferlazzo “Il figlio di Abele” e che racconta di una giornata storica vissuta da molti lampedusani, per la prima volta i migranti e gli abitanti dell’isola si univano insieme per protestare contro la realizzazione di un CIE al grido di “Libertà”.
4/5 A Peppino a Vittorio e a tutti i rivoluzionari : Il 15 aprile 2011 viene ucciso a Gaza Vittorio Arrigoni proprio mentre Giacomo con i compagni di Askavusa stanno moltiplicando l’impegno politico e sociale in una realtà difficile come quella di Lampedusa, la sede di Askavusa è dedicata a Peppino Impastato e Sferlazzo sente l’esigenza di scrivere una poesia a due uomini che hanno dedicato la loro vita per migliorare la società e la comunità in cui vivevano, la poesia viene seguita da un pezzo strumentale.
6 Io non ho paura : Io non ho paura è la canzone cardine del disco sono i tre mesi di emergenza e di abbandono che hanno vissuto i Lampedusani e i migranti, emergenza che avrebbe dovuto portare ad una perdita di umanità a cui i Lampedusani e i migranti non hanno ceduto.
7 La canzone di Adelina : Adelina era colei che fino agli anni settanta faceva nascere i bambini a Lampedusa, dopo che smise la sua attività nessuno è più nato a Lampedusa, una figura mitica a cui il cantautore di Lampedusa ha voluto rendere omaggio.
8 Alì dagli occhi azzurri :Alì dagli occhi azzurri è una poesia di Pier Paolo Pasolini estremamente profetica come molti degli scritti del poeta. Un altro omaggio ad uno degli intellettuali più coraggiosi e liberi che l’Italia ha mai avuto.
Musicisti: Piergiorgio Faraglia,Ajad,Gianluca Vitale,Alessandra Parisi,Giacomo Sferlazzo.
Foto di : Mauro Seminara, Gianni Cipriano, Riccardo Scibetta.
Per concerti o interviste :
Contatti:
Altro su Giacomo Sferlazzo
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Concerto per Askavusa – Apertura campagna di tesseramento 2012
Sabato 07/01/2012 dalle ore 20:30
20:30 Presentazione dell’associazione Askavusa a cura di Giacomo Sferlazzo e Gianluca Vitale
21:30 Concerto con :
Ajad Miccoli
Alessio Greco
Giacomo Sferlazzo
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Accupigghiupigghiu -FILMUSICA- DE DIEUX vs SFERLAZZO-UNFILMINMENO-
Un film mancato di Giacomo Sferlazzo e Marc de Dieux
ACCUPIGGHIUPIGGHIU-FILMUSICA
EDIZIONI DE DIEUX+I FIGLI DI ABELE PROD.
CON:
(L’ASSENZA di ) TUTTO E TUTTI + GATTOACIDO +(L’apparizione) COSTANZAMELI
Italia, Palermo, 27/10/2010, h 02:00 am
MUSICA:
Giacomo Sferlazzo: voce, xilofono giocattolo, bacchette e tavolo
Marc De Dieux: chitarra
genere: accupigghiupigghiumusic
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LAMPEMUSA – incontro e concerto con Giacomo Sferlazzo allo Zeta Lab di Palermo sabato 17 dicembre 2011 dalle ore 17.30
incontro e concerto con Giacomo Sferlazzo
… PROGRAMMA:
Ore 17:30
Presentazione del libro
“Le rughe sulla frontiera – Lampedusa Restiamo Umani!”
a cura di Gianpiero Caldarella edito da Navarra Editore.
Ed inaugurazione della mostra omonima.
Ore 18:00
Proiezione dei film:
“la collina della vergogna. Informazione in emergenza”
di Antonino Maggiore
e
“The Last Shore – Fino all’ultima spiaggia”
di Fabrizio Basano
Ore 20:00
Aperitivo rinforzato
Ore 21.00
Incontro dibattito:
Lampedusa e l’emergenza oggi.
Presentazione della raccolta firme per la cittadinanza dei migranti promossa dall’Arci Sicilia (Anna Bucca)
Ore 22.00
Concerto di Giacomo Sferlazzo e presentazione del nuovo cd “Lampemusa”.
Un incontro con il cantautore e regista lampedusano Giacomo Sferlazzo per fare il punto sulla situazione attuale dell’immigrazione a Lampedusa attraverso la testimonianza, le parole e le immagini di due film su Lampedusa: “The Last Shore – Fino all’ultima spiaggia ” di Fabrizio Basano, e “La collina della vergogna, l’informazione in emergenza” del regista di Lampedusa Antonino Maggiore (Libera Espressione). Un percorso artistico e umano quello di Giacomo, che rappresenta grande esempio di senso civico e morale anche grazie all’azione politica e culturale portata avanti insieme all’associazione Askavusa, attiva sul territorio di Lampedusa e impegnata da anni in diverse attività, legate a Lampedusa e ai migranti.
Giacomo Sferlazzo presenterà il suo secondo album dal titolo “Lampemusa” e racconterà di un’esperienza poetica e civile attraverso i suoni delle proprie canzoni, le immagini dei video e la discussione. L’attività dell’artista e dell’associazione culturale Askavusa sono testimoniate dalla discografia di Giacomo, ma anche dall’impegno nei progetti “Lampedusainfestival”, festival cinematografico dedicato ai temi delle migrazioni e “Museo delle Migrazioni”, archivio di oggetti e documenti ritrovati e messi in salvo nel corso degli anni sull’isola di Lampedusa.
Nel corso della serata sarà presentato il libro “Le rughe sulla frontiera – Lampedusa Restiamo Umani!” che trae ispirazione dalla mostra omonima curata da Gianpiero Caldarella e promossa dall’Associazione Askavusa di Lampedusa, mostra visitabile nei locali di Zetalab dal 17 al 20 dicembre. Il libro è dedicato alla memoria di Vittorio Arrigoni e contiene un testo inedito di Egidia Beretta Arrigoni, madre dell’attivista scomparso. Il libro riflette attraverso parole e immagini e con l’arma della risata (amara) sul concetto di frontiera, sull’emergenza migranti, sul razzismo e sulla nostra (triste) attualità. “La frontiera, come la fronte, non è una linea che permette di stare o al di qua o al di là. Quelle linee sono le rughe che scavano la fronte, o i muri e le recinzioni che si innalzano sulla terra, violandola, come una corona di spine poggiata sulla frontiera. Alle volte le frontiere non si attraversano, si vivono, magari tutta la vita, come accade a molti lampedusani, sperando di vederle crollare un giorno sotto il peso della storia, come fu per il muro di Berlino. Lampedusa è una di queste frontiere, attraversata da rughe che ci informano del tanto tempo passato a ritrovarsi nel mezzo del Mediterraneo”.
Gli illustratori: Gianni Allegra, Altan, FlavianoArmentaro, Mauro Biani, LelioBonaccorso, Franco Donarelli, Ellekappa, Bicio Fabbri, Elena Ferrara, Luca Ferrara, Giorgio Franzaroli, Frago, Simon Frosini, Giuliano, Kanjano, Giuseppe Lo Bocchiaro, Giulio Laurenzi, Makkox, Riccardo Mannelli, Mario Natangelo, Marco Pinna, Rasori + Sommacal, Filippo Ricca, Guido Scarabottolo, Giacomo Schinco e Luciana Manco, Sergio Staino, Marco Tonus, Manlio Truscia, Vauro, Vincino.
Il curatore: Gianpiero Caldarella è un giovane giornalista e autore satirico siciliano. Ha fondato e diretto il mensile di satira Pizzino – premiato nel 2006 a Forte dei Marmi come migliore pubblicazione satirica italiana – e il settimanale Emme, con Sergio Staino. Nel 2007 ha ricevuto il premio Montanelli giovani, e nel 2011 il Premio Livio Zanetti. Per Navarra Editore ha già pubblicato “Sdisonorata Società”.
La serata è organizzata con la collaborazione e il supporto di Zetalab, Askavusa, Forum Sociale Antirazzista, Navarra Editore, SuccoAcido, Edizioni De Dieux.
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Giacomo Sferlazzo a Roma, 2 libri su Lampedusa : 6 e 7 dicembre 2011.
Roma, casa internazionale delle donne, – via della Lungara 19 – 6 dicembre 2011, ore 18,30
La lucerna. Laboratorio Interculturale – Quinoa – Casa Internazionale delle Donne
L’associazione La lucerna, l’associazione Quinoa e la Casa internazionale delle donne hanno il piacere di invitare alla presentazione del libro “lampedusa porto salvo” (Roma, Sinnos ed., 2011)
nato dall’incontro della associazione di volontariato La Lucerna con la realtà di Lampedusa.
Partecipa il cantautore di Lampedusa, Giacomo Sferlazzo, fondatore di Askavusa ,con le sue musiche accompagnate dal suono della chitarra.
saluto di Francesca Koch della Casa delle Donne e di M.Teresa Tavassi de la Lucerna
intervengono
Paola Ortensi, socia de La Lucerna, curatrice del libro e Giuliana Martirani, docente di geografia dello sviluppo all’Università di Napoli.
Seguirà un momento conviviale con prodotti del commercio equo e solidale della bottega Quinoa, e prodotti provenienti da Libera e dalle terre siciliane confiscate alle mafie. Saranno disponibili i libri “Lampedusa: Porto Salvo” e i CD di Giacomo Sferlazzo
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Alcune vignette del libro “Le rughe sulla Frontiera”
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Dove
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più libri più liberi – Sala Rubino -, Piazzale Kennedy, 1, Roma (Rome, Italy)
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“Le rughe sulla frontiera. Lampedusa: restiamo Umani!” a cura di Gianpiero Caldarella.
Intervengono il curatore Gianpiero Caldarella, Egidia Beretta, madre dell’attivista Vittorio Arrigoni alla cui memoria è dedicato il testo, e gli illustratori Mauro Biani, Giuliano Kan…giano, Makkox, Giacomo Sferlazzo e Vauro. A cura di Navarra Editore “Le rughe sulla frontiera – Lampedusa Restiamo Umani!” trae ispirazione dalla mostra omonima curata da Gianpiero Caldarella e promossa dall’Associazione Askavusa di Lampedusa. È dedicato alla memoria di Vittorio Arrigoni e contiene un testo inedito di Egidia Beretta Arrigoni, madre dell’attivista scomparso. Il libro riflette attraverso parole e immagini e con l’arma della risata (amara) sul concetto di frontiera, sull’emergenza migranti, sul razzismo e sulla nostra (triste) attualità. “La frontiera, come la fronte, non è una linea che permette di stare o al di qua o al di là. Quelle linee sono le rughe che scavano la fronte, o i muri e le recinzioni che si innalzano sulla terra, violandola, come una corona di spine poggiata sulla frontiera. Alle volte le frontiere non si attraversano, si vivono, magari tutta la vita, come accade a molti lampedusani, sperando di vederle crollare un giorno sotto il peso della storia, come fu per il muro di Berlino. Lampedusa è una di queste frontiere, attraversata da rughe che ci informano del tanto tempo passato a ritrovarsi nel mezzo del Mediterraneo”. |
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Giano dell’Umbria 26 novembre 2011. Inaugurazione della scultura “L’olivo bambino” dell’artista armeno Jora.
Spesso mi sono chiesto che cosa sia l’arte, se abbia una funzione, se sia necessario che anche l’arte debba avere una funzione. Ultimamente mi sento lontano dagli artisti, confrontandomi con il ”lavoro” di alcuni contemporanei mi è parso che quello che io faccio vada spesso in direzioni molto diverse.Se c’è qualcosa che io cerco nell’atto è il perdersi, o meglio il liquefarsi nell’assoluto, cosa che è vicina al misticismo più che all’arte, e solo chi è trovato può perdersi. Chi ha trovato ha aggiunto, chi è stato trovato ha sottratto. Bisogna levare poco nella materia, specie se si ha a che fare con i legni, con le pietre, con l’aria, c’è poco da modificare nella natura, non si può fare altro che mettersi in comunione con il “Creato” e non essere più. Se bisogna dare significati , e ritornare all’io, allora voglio che il mio fare sia politico, che dica in “Funzione” dell’altro. Quando ho visto ciò che fa Jora, non ho visto “Significati” e tantomeno “Significanti” ma unospiraglio verso l’assoluto, è chiaro il disinteresse di Jora per se stesso, e questo è già un principio di misticismo, chi si accosta alla natura con fede, per grazia di Dio è già fuori dall’arte. Siamo orfani della Grecia antica, e questo essere senza patria ci rende finalmente meno schiavi di noi, ma più nostalgici sul cosa poteva essere di noi e del nostro fare, in un altra terra, in un altro tempo. Mi sento vicino a Jora, al suo timido mostrarci una via piena di luce e di aria, piena di redenzione e di attenzione. Il gesto del levare e dell’essere trovati è cosa che avvicina Jora agli scultori dell’età classica, non c’è per fortuna nessuna aspirazione alla modernità e all’occidente nel suo lavoro, la forma è perfetta perchè non vuole stupire, la bellezza si nasconde e quando si mostra lo fa per eccesso di mimetismo in ciò che la circonda, la bellezza è discreta, come nella musica le pause e il respiro sono necessarie per il suono, cosi nelle arti che implicano la materia, l’aria e la luce hanno valore tanto quanto la materia, ciò che cerchiamo di perdere nella materia è già in ciò che le sta intorno. Jora non è un artista, per fortuna o per grazia è nell’arte.
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di Costanza Ferrini
L’autopsia dell’olivo bambino – dice Jora - è l’unica scultura in legno d’olivo che ho fatto sulla parte viva d’un albero. Di solito uso solo legno di potatura. L’autopsia dell’olivo bambino è tutta nella scorticatura del ramo. È una ferita dell’anima nascosta in corpi apparentemente normali simili agli altri che ci passano accanto. È visibile però nel loro sguardo per questo richiede attenzione, bisogna soffermarcisi.
Come ferita, il ramo appena scorticato e lavorato – lucido che pareva avorio si è annerito d’acqua di sole, di neve. Per questo l’autopsia dell’olivo bambino richiede tutto il tempo che il nostro sguardo impiega a cercare il ramo a scoprirlo tra le foglie che lo ricoprono come il lavoro di scultura sotto la patina del tempo. Voglio lasciare che il ramo-ferita torni ad essere come un qualsiasi altro ramo nel tempo lontano in cui l’olivo si potava da solo.
Lasciare che dalla natura, che mi offre le forme per lavorare, l’arte ritorni alla natura.
L’Associazione all’ombra del mediterraneo ha invitato Giacomo Sferlazzo per inaugurare il primo momento in terra dell’olivo bambino, visto che precedentemente era in vaso.
Il lavoro artistico di Giacomo Sferlazzo, come la natura dell’olivo bambino, parte dal movimento. Per prima cosa l’olivo bambino è salito su una gru ed è entrato dalla finestra del Centro Espositivo di Arte Contemporanea della Rocca Paolina a Perugia nel 2007 e poi con la sua ombra è stato a Roma, a Venezia, in Calabria, in Provenza. D’altro canto, senza il movimento dei migranti e del mare, il lavoro di Giacomo Sferlazzo a partire dalla sua terra forse non sarebbe nato, né il senso d’essere al centro d’una spirale che s’allarga nel Mediterraneo. Egli raccoglie oggetti abbandonati dai migranti nelle barche che li hanno trasportati: bibbie, corani, lettere, amuleti, tè e teiere … e, con rispetto quasi religioso, costruisce con essi delle opere insieme ai pezzi delle imbarcazioni distrutte, tratti dal cimitero delle barche.
Ora che questo olivo bambino è stato messo in terra ha bisogno di persone che continuino a farlo viaggiare nell’elemento che simboleggia, anche se lontano dalle battigie del Mediterraneo.
L’assonanza profonda fra i due artisti, forse, sta anche nel loro modo di pensare l’arte come qualcosa di necessario. Dinnanzi a forme trovate, offerte dalla natura o dal cimitero delle barche che sono sotto gli occhi di tutti, loro vedono ciò che noi non siamo in grado di cogliere.
C’è in entrambi un comune rispetto per la materia, per la natura, per il tempo che ci vuole a entrare in relazione con un ramo o con un oggetto per coglierne l’anima, l’essenza. Li accomuna in tutte questi gesti d’arte un amore smisurato per la bellezza.
Giacomo Sferlazzo usa il linguaggio delle parole, della musica, del video, ma anche dei maestri d’ascia. Jora ha rappresentato la sua anima di scorticato, arrabbiato, a partire dal suo amore per gli olivi che ha frequentato assiduamente: li ha visti slupare, e fiorire, li ha potati, raccolti, ha visto frangere le olive. Non è un artista che si avvicina alla cultura dell’olivo come un turista della domenica, la sua arte nasce in oliveto.
Anche Sferlazzo è cresciuto e vive a Lampedusa e non ci va in vacanza d’estate. Sono due artisti di frontiera per motivi biografici diversi: il primo perseguitato dalla guerra, il secondo perché residente nell’ultima e più estrema frontiera d’Europa. Giacomo, da quel suo punto d’osservazione, al ritmo degli sbarchi che si susseguono da vent’anni, con l’amore e la conoscenza della sua isola, racconta, canta e soprattutto fa il Mediterraneo che ha dentro di sé, quello che gli bagna i piedi, quello che accorda il respiro del suo sonno e dei suoi figli, quello che scortica i corpi di chi arriva.
Come diceva Naguib Mahfouz, premio Nobel per la letteratura, alla base d’ogni scrittura e d’ogni arte c’è l’amore per un luogo e per delle persone. Il mio mondo è il vicolo e l’ho narrato come ho voluto, con esso ho attraversato il mondo. La Lampedusa che per lui è musa, Lampemusa, Giacomo Sferlazzo l’ha saputa ricreare per farci vedere e ascoltare da lì l’intero Mediterraneo.
Costanza Ferrini, Giano dell’Umbria 26 novembre 2011
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