Giacomo Sferlazzo a Roma, 2 libri su Lampedusa : 6 e 7 dicembre 2011.

Roma, casa internazionale delle donne, – via della Lungara 19 – 6 dicembre 2011, ore 18,30

La lucerna. Laboratorio Interculturale – Quinoa – Casa Internazionale delle Donne

 L’associazione La lucerna, l’associazione Quinoa  e la Casa internazionale delle donne hanno il piacere di invitare alla presentazione del libro  “lampedusa porto salvo” (Roma, Sinnos ed., 2011)

 nato dall’incontro della associazione di volontariato La Lucerna con la realtà di Lampedusa.

 Partecipa il cantautore di Lampedusa, Giacomo Sferlazzo, fondatore di Askavusa ,con le sue musiche accompagnate dal suono della chitarra.

 saluto di Francesca Koch della Casa delle Donne e di M.Teresa Tavassi de la Lucerna

 intervengono

Paola Ortensi, socia de La Lucerna, curatrice del libro e Giuliana Martirani, docente di geografia dello sviluppo all’Università di Napoli.

 Seguirà un momento conviviale con prodotti del commercio equo e solidale della bottega Quinoa, e prodotti provenienti da Libera e dalle terre siciliane confiscate alle mafie. Saranno disponibili i libri “Lampedusa: Porto Salvo” e i CD di Giacomo Sferlazzo

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Alcune vignette del libro “Le rughe sulla Frontiera”

 

mercoledì 7 dicembre 2011 20.00 fino a 21.00
Dove
più libri più liberi – Sala Rubino -, Piazzale Kennedy, 1, Roma (Rome, Italy)
 
 
“Le rughe sulla frontiera. Lampedusa: restiamo Umani!” a cura di Gianpiero Caldarella.
Intervengono il curatore Gianpiero Caldarella, Egidia Beretta, madre dell’attivista Vittorio Arrigoni alla cui memoria è dedicato il testo, e gli illustratori Mauro Biani, Giuliano Kan…giano, Makkox, Giacomo Sferlazzo e Vauro.
A cura di Navarra Editore

“Le rughe sulla frontiera – Lampedusa Restiamo Umani!” trae ispirazione dalla mostra omonima curata da Gianpiero Caldarella e promossa dall’Associazione Askavusa di Lampedusa. È dedicato alla memoria di Vittorio Arrigoni e contiene un testo inedito di Egidia Beretta Arrigoni, madre dell’attivista scomparso. Il libro riflette attraverso parole e immagini e con l’arma della risata (amara) sul concetto di frontiera, sull’emergenza migranti, sul razzismo e sulla nostra (triste) attualità. “La frontiera, come la fronte, non è una linea che permette di stare o al di qua o al di là. Quelle linee sono le rughe che scavano la fronte, o i muri e le recinzioni che si innalzano sulla terra, violandola, come una corona di spine poggiata sulla frontiera. Alle volte le frontiere non si attraversano, si vivono, magari tutta la vita, come accade a molti lampedusani, sperando di vederle crollare un giorno sotto il peso della storia, come fu per il muro di Berlino. Lampedusa è una di queste frontiere, attraversata da rughe che ci informano del tanto tempo passato a ritrovarsi nel mezzo del Mediterraneo”.

 
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