iNCENDIO ALLE BARCHE DEI MIGRANTI RECUPERATE DA ASKAVUSA.

Associazione culturale Askavusa

Ieri intorno alle 24:30 riceviamo la chiamata da parte di Damiano Sferlazzo che ci dice che è avvenuto un incendio ad uno dei barconi messi in custodia nella Casa della Fraternità, ci dirigiamo sul luogo, l’incendio già è stato domato dal corpo dei vigili del fuoco, presenti sul luogo anche i carabinieri, il parroco e il vicesindaco. Subito i vigili del fuoco comunicano ai carabinieri che l’incendio è stato provocato da qualcuno in quanto le barche sono prive di batterie l’incendio non poteva avere principio da un corto circuito elettrico, perciò l’incendio ha una natura dolosa. Le condizioni della barca non sono delle migliori, la cabina è carbonizzata la coperta e in discrete condizioni insieme al resto della barca. Verso la fine dell’operazione di spegnimento alcuni vigili del fuoco controllano l’area della casa della fraternità trovando un volantino con su scritto ” NO AI CLANDESTINI LIBERI SULL’ISOLA. U CAPISTI…. ALLA PROSSIMA.. GRUPPO ARMATO LAMPEDUSA LiBERA”. è chiaro che dopo le varie tensioni registrate negli ultimi giorni tra denunce di scasso fatte ai carabinieri da parte di cittadini e intenzioni di creare un gruppi di ronde per vigilare l’isola e tra le dichiarazioni di gruppi neofascisti contro il sindaco Giusi Nicolini, Lampedusa sta vivendo l’ennesima orribile pagina di violenza e intoleranza verso il migrante. Intolleranza creata a tavolino dalle più alte istituzioni con la assoluta intenzione di fare di Lampedusa un luogo dove le persone stanno in prigionia in condizioni assolutamente disumane, distruggendo gli equilibri della comunità locale non più con lo spirito di tolleranza ma con il rischio di creare fazioni razziste pronta a difendere l’isola con i denti.

Proprio ieri, ad un anno esatto dagli scontri tra Tunisini e un gruppo di Lampedusani, mentre si inaugurava a Roma una importante mostra al Museo Etnografico Pigorini dove l’associazione Askavusa presentava una installazione di Giacomo Sferlazzo e Costanza Ferrini “La parola è bussola” e si parlava della costituzione di un luogo della memoria a Lampedusa , un gruppo di vigliacchi dà alle fiamme una delle barche che l’associazione ha recuperato, grazie anche al contribbuto della fondazione Migrantes e l’aiuto della parrocchia di Lampedusa per la costituzione di un luogo della memoria a Lampedusa. In questi giorni si sono registrate tensioni con i 40 tunisni presenti nel centro, si sono verificati scassi e furti di motorini, ma a quanto pare non ci sono certezze sugli esecuratori di questi piccoli crimini. Come associazione siamo sempre favorevoli alla libera circolazione degli individui e pensiamo che quello che stia accadendo a Lampedusa sia l’ennesimo tentativo di alzare la tensione tra i lampedusani e i migranti, pensiamo che con questi numeri esigui dovrebbe essere facile gestire la situazione, visto anche la massiccia presenza di forze dell’ordine sull’isola. Noi continuiamo ed andiamo avanti come abbiamo sempre fatto, affermando nuovamente che ci possono essere visioni diverse e contrastanti, sull’immigrazione come su altre questioni, ma non tolleriamo atti di intimidazione da nessuno e non temiamo nessuno , specialmente i vigliacchi.

 

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1 Commento

Archiviato in Mostre/Performance, Partecipazioni

Una risposta a “iNCENDIO ALLE BARCHE DEI MIGRANTI RECUPERATE DA ASKAVUSA.

  1. Lino zazza

    Qualcuno ha la memoria corta…dimenticando a piacimento il fat to che nel passato,e nel presente,noi eravamo e siamo,un popolo,che per le medesime raggioni,emigrava ed emigra ancora oggi…..Lino zazza

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