Il mondo sottosopra

 

Tra uomini soccorrevoli e benefici si incontrano quasi di regola quella goffa astuzia, che sa soprattutto adattare ai loro fini colui che deve essere soccorso: come se costui, per esempio, “meriti” aiuto, o desideri precisamente il “loro” aiuto, e come se si dimostri per tutti i loro aiuti profondamente riconoscente, affezionato, sottomesso – immaginandosi queste cose, essi dispongono di chi ha bisogno come di una loro proprietà, essendo essi soltanto per brama di proprietà gente generalmente disposta a beneficare e soccorrere. Si noterà la loro gelosia tutte le volte che qualcuno taglierà loro la strada prevenendoli nell’aiuto.

 Friedrich Nietzsche

In questi anni la mia idea sulle migrazioni è cambiata e credo che cambierà ancora. Ponendomi ora nel mondo come demolitore  (Non so fino a quando) prima di tutto di me stesso, non so neanche questa guerra spietata a cosa porterà, non ho mete, non cerco la verità, fuggo dalla morale, da dio, dalla patria, dal buon senso, dalla grammatica, dalla comunità, fuggo da tutto quello che è costituito, fissato, e dunque in questa a-forma procedo prima di tutto a demolire e demolirmi.

Dicevo che in questi anni quando eravamo da soli con l’associazione Askavusa a dare una mano ai migranti sempre e comunque, in ogni circostanza, specie in sede politica, le critiche, le minacce, gli scontri non si facevano attendere, proprio da parte di molti lampedusani, che ancora oggi vedono le azioni di Askavusa come contrarie all’economia, alla salute e all’immagine dell’isola e al loro sentire. La rappresentazione di stato si alterna tra isola dello scontro e isola dell’accoglienza, da qualche tempo il potere vuole mostrare l’isola come accogliente ed “umana”, anche se in realtà i lampedusani come i migranti non esistono. Esiste ciò che bisogna rappresentare. Oggi al potere serve una Lampedusa che accetta tutto se si parla di immigrazione, che accetta che i migranti vengano trattenuti per mesi in un centro che è un lager (I fatti dicono questo) che Lampedusa stessa diventi un enorme campo profughi, che Lampedusa sia il simbolo dell’Europa buona, che Lampedusa diventi il centro mondiale dei diritti umani, che Lampedusa venga militarizzata, che Lampedusa diventi un enorme set di rappresentazione. Ma se parlate con gli individui che vivono a Lampedusa noterete che c’è qualcosa che non quadra, ricordo a luglio mentre eravamo in piazza per una manifestazione con alcuni eritrei, contro gli accordi di Dublino, alcuni lampedusani, non in astratto, ma con una faccia, un corpo, una serie di interessi, venivano a dirmi che il problema siamo noi (Askavusa) che li vogliamo, una cosa che spesso gli imbecilli dicono qua, cioè che noi vogliamo i migranti, o i Turchi come li chiamano, altri imbecilli addirittura, si spingono a dire che noi guadagnamo soldi con i migranti, potrei raccontare tante storie che mi sono successe in prima persona, come quando per avere messo uno striscione in piazza contro i respingimenti una folla non-pensante, ammesso che ci siano folle pensanti, mi aggrediva, minacciandomi anche fisicamente, ma io non ho mai avuto paura, o quando ci facevano sapere che ci cercavano e che ci avrebbero massacrato di legnate a me e ad un altro di Askavusa.

 

Quello che mi avete insegnato. Installazione del collettivo Askavusa a Lampedusa.

Quello che mi avete insegnato. Installazione del collettivo Askavusa a Lampedusa.

Ma non sto qui a dire le tante avventure passate con i “lampedusani”. Sicuramente ora qualcuno dirà, ma ci sono anche quelli che hanno aiutato, ecco parliamo di chi ha aiutato.

Intanto posso affermare che è una piccola minoranza e che è stato costruito il mito di una Lampedusa accogliente proprio su una piccola minoranza, poi ricordo che molte volte mi sono trovato a parlare con chi ha aiutato in maniera pratica i migranti, molti lo hanno fatto e lo fanno perche credono in Dio, cioè non riconoscono alcuna valenza politica o a volere essere troppo esigenti rivoluzionaria nel gesto concreto, ma una sorta di esercizio di redenzione, una ginnastica del catechismo, altri ricordo che mentre portavano da mangiare dicevano “Diamogli da mangiare perche altrimenti questi si mangiano noi” E non scherzavano, sapevano specie nel 2011, che quando si ha fame e si è senza soldi si comincia a rubare. Poi ci sono gli umanitaristi, cioè coloro che si muovono per difendere il diritto di queste persone, diritto che hanno costituito loro, e che se i”migranti”si integreranno potranno a loro volta difendere, il diritto ad essere occidentali, occidentali buoni, a conservare per le istituzioni un’ammirazione e una subordinazione sempre e comunque, nel senso che quando arriva un ordine lo si esegue, per questo non capisco tutta la manfrina sui vari Corpi di stato trattati da eroi, questi eseguono ordini e sono pagati, hanno scelto un lavoro e lo fanno, al di là del mio odio per gli eroi, specie per gli eroi moderni, ma questi eroi sono la terminazione di uno stato criminale e schizofrenico, affetto dalla schizofrenia peggiore, non quella data da una dialettica convulsa, ma da un continuo mentire agli altri, fino a mentire a se stessi. E’ chiaro ed evidente che se si avesse voluto risolvere la questione dell’immigrazione si sarebbe risolta da tempo, ma come può un Europa che si fonda sul crimine, un Europa che ha praticato lo schiavismo, e poi quando lo ha abrogato ha avanzato dei nobili sentimenti nel farlo, un Europa che ha praticato il colonialismo, solo in Congo quasi dieci milioni di morti, un Europa che si fonda sul potere di pochi banchieri che praticano lo strozzinaggio legalizzato, un Europa che sfrutta i territori di mezzo mondo, che continua ad armarsi ed organizzarsi militarmente attraverso agenzie militari sovranazionali che ricevono milioni di euro con la scusa delle migrazioni, un Europa che ha fatto della flessibilità sul lavoro una minchia totemica da portare in giro, prima di tutto per non fare creare lotte all’interno dei posti di lavoro, come si fa a creare lotte se si sta in una fabbrica per sei mesi, un Europa che ha bisogno di manodopera a costo zero, che crea clandestini, come mai gli eroi della guardia di finanza non hanno sconfitto il lavoro in nero nelle campagne del sud Italia ? Tutti sanno, tutti vedono, come nel caso dei rifiuti tossici in Campania o in Somalia, quanto si dovrebbero lodare quei pirati somali che difendono il posto in cui vivono e che sono rappresentati dai giornalisti di stato come criminali.

Ora non voglio entrare troppo nelle questioni, non voglio più correre il rischio di essere scambiato per un attivista, lo sono stato forse, lo sarò forse, ma ora di sicuro non lo sono.

A chi chiede che bisogna fare ? Dico bisogna essere contro lo stato prima di tutto, lo stato che è criminale, lo stato che mente sempre, bisogna essere contro il concetto di umanità, cosa ha fatto l’umanità nei secoli ? Basta aprire un libro qualsiasi di storia, anzi apriamone due uno ufficiale ed uno negazionista, in ogni caso troveremo guerre, sopraffazione, schiavismo, violenza, millanteria, controllo degli individui attraverso le menzogne di stato, attraverso le religioni, attraverso le filosofie, un cumulo di macerie avrebbe detto Walter Benjamin.

Di cosa dovremmo andare fieri ? Chi sono questi lampedusani buoni e cosa hanno fatto realmente e perche lo hanno fatto ?

Non è forse il momento di ribaltare la realtà ? Di scagliarsi contro ciò che è ovvio ?

Io non voglio essere d’aiuto, non voglio accogliere, questo aiuto , questo accogliere presuppone una posizione di svantaggio, di sudditanza, di bisogno, qualcuno dirà “Ma difatti è cosi, c’è gente che ha bisogno, che facciamo ora ?” Di cosa ha bisogno ? Di un panino ? Di essere riconosciuto “Uguale a noi” , di “Diritti” ? Si aiuteremo, in silenzio magari, di sicuro più per noi che per loro, loro andranno via da qui, nel migliore dei casi, cioè il peggiore, si integreranno, cominceranno a vestirsi come occidentali, a parlare come occidentali, a mentire come occidentali, non lo faranno più alla loro maniera, lo faranno come serve all’occidente , fino a che diventeranno ministri o presidenti e eserciteranno il loro piccolo potere proprio come bravi politici occidentali servi delle banche e delle multinazionali.

Usciranno dal fondo del mare per aggredire – scenderanno dall’alto del cielo per espropriare scriveva Pasolini, non c’è più possibilità della pace come l’abbiamo conosciuta, non è questione di giustizia. Ripeto non ho direzione e neanche meta, non cerco consensi e non ho pretese di originalità specialmente non conosco i migranti e i lampedusani e non voglio essere parte della rappresentazione di stato, cerco di demolirmi e guardare il mondo sottosopra.

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