Movimento libero per la libertà di movimento. GRIDO DI UNA DONNA AFRICANA. (una specie di poesia)

Movimento libero per la libertà di movimento.

Quello che sto per raccontarvi è tutto vero e ci sarebbe molto di più da dire se trovassi le parole.

Quando tornai al villaggio tutto era distrutto, dalla cenere il fumo si alzava lento e i corpi dei miei genitori erano ancora caldi, io caddi a terra in ginocchio, cercai di non impazzire e poi cominciai a correre e gridare correre e piangere, ma mi accorsi che c’erano ancora troppe catene dentro e fuori di me.

Movimento libero per la libertà di movimento.

L’uomo bianco ha seminato la pianta dell’odio ed ora raccoglie i frutti, l’uomo bianco ha reso sterile anche i bordi del fiume, l’uomo bianco ora ride ed ha imparato a separarci perché teme un’ Africa unita ed io corro e grido corro e piango ma mi accorgo che ci sono ancora troppe catene dentro e fuori di me.

Movimento libero per la libertà di movimento.

Mi hanno venduta tante volte ed ho attraversato il deserto dentro camion di latta, il mio corpo è stato maltrattato, il mio corpo è un campo di battaglia. I fratelli sono divenuti peggio di sciacalli per pochi soldi versano il sangue che gli appartiene ma sono ciechi e non sanno ascoltare la voce della terra e del cielo, non vedono che sono diventati come piccole pedine, sono avidi e cattivi.

L’uomo bianco costruisce armi e ama la guerra, l’uomo bianco ora ha eserciti di fratelli e li usa come pedine, l’uomo bianco porta una maschera africana e continua a mettere catene e distruggere la terra ed io corro e grido corro e piango ma mi accorgo che ci sono ancora troppe catene dentro e fuori di me.

Movimento libero per la libertà di movimento.

Su una piccola barca eravamo più di cento, molti sono morti in mare e quando sono arrivata nella piccola isola mi hanno messo in una prigione che chiamano: Centro di accoglienza, mi sono chiesta cosa avessi fatto di male, l’uomo bianco vuole ancora guadagnare qualcosa con il mio corpo, l’uomo bianco si lava la coscienza parlando in televisione, si lava la coscienza dandosi medaglie ed io corro e grido corro e piango ma mi accorgo che ci sono ancora troppe catene dentro e fuori di me.

Voglio dirvi un’ altra cosa, ascoltatemi bene: non si è neri e bianchi nella pelle, non è una questione di pelle, se ascolti bene potrai capirmi, se ti muovi senza pensare potrai capirmi, si tratta di sentirsi addosso l’ingiustizia, si tratta di sentirsi violentati ogni giorno, si tratta di sentirsi oppressi ogni giorno, si tratta di correre e gridare si tratta di correre e piangere e sentire ancora troppe catene dentro e fuori di se.

Vogliamo essere liberi di muoverci ma sopratutto di stare nei nostri villaggi, nelle nostre citta, con i nostri cari, prima eravamo schiavi ora lo siamo ancora, prima eravate schiavisti ora fate carriera nelle vostre organizzazioni umanitarie scrivendo comunicati stampa. Fate reality show nei campi profughi, fate le guerre e parlate di pace ma vi interessano solo i soldi per questo vi dico che voglio essere libera di muovermi come e quando voglio ma ancora di più voglio essere libera di stare nella mia casa serenamente.

Movimento libero per la libertà di movimento

Giacomo Sferlazzo

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