LIVE IN ALIVI. Un poema breve per gli ulivi in Palestina.

ho scritto questo breve poema qualche anno fa con l’idea di fare un concerto in Palestina. Un concerto dove il pubblico fossero gli ulivi, con musicisti e attori palestinesi che interpretavano in arabo questo mio breve scritto. Non so se e quando riuscirò a realizzare questo concerto. Oggi leggendo nuovamente di quanto sta accadendo in Palestina e sentendomi (come spesso accade ad alcuni) impotente, ho deciso di pubblicarlo in forma scritta sul mio blog.

Suggerisco un paio di articoli per chi non conoscesse la questione:

http://www.lindro.it/0-economia/2012-11-02/11299-palestina-un-ulivo-per-resistere

 http://contropiano.org/ambiente/item/29972-l-ambientalismo-italiano-collude-con-israele-inopportunamente

ulivi in palestina

LIVE IN ALIVI.

Un poema breve per gli ulivi in Palestina.

Un uomo parla agli ulivi

Io vi ho conosciuto fin da bambino

Mio nonno mi portava in mezzo a voi a cavalluccio

E mi metteva sopra uno di voi ed io mi arrampicavo fino in cima per vedere tra le foglie

Un pezzo di cielo azzurro e il bianco delle rocce

Io vi ho toccato fin da bambino

Vi abbracciavo uno ad uno e alcuni dicevano che ero pazzo

Ho ascoltato il canto delle vostre assenze

Ho ascoltato il vibrare della linfa che dalle radici sale fin sopra l’ultima foglia

Mi sono perso di notte in mezzo a voi

Ora mia moglie è morta per cercare di salvarvi

Ma questa follia non la capisco

Cosa c’è da salvare se non la propria vita

Cosa c’è da temere se non la propria morte

ma lei credeva che l’olio fosse magico e lo metteva nei capelli e nel corpo

Lo beveva come si beve l’acqua

Ed io ora la sogno di notte e suo figlio la piange attaccandosi ad uno dei vostri tronchi

Chi mi ridarà mia moglie, dove è lei ora ? Dov’è ora chi l’ha uccisa ?

Diceva che in campagna fin da ragazza si fermava ore ed ore a guardarvi

e gli sembrava di sentire a volte delle parole sconosciute, anche a lei dicevano che era un po matta.

Ora io parlo con voi come si parla con degli antenati morti, ma voi siete vivi e morti allo stesso momento e avete il grande pregio di sapere ascoltare , ditemi allora che senso ha tutto questo ?

Voi che siete piantati in terra, voi che siete questa terra perche non fate niente voi ? State li fermi, non dite niente, vi fate fare tutto, vi lasciate martirizzare in questo modo e lasciate uccidere tutta questa gente ?

Mia moglie aveva i capelli neri e gli occhi castani, era alta e magra , era bellissima, abbiamo tre figli, due maschi e una femmina, e ogni giorno mi stupisco che siano ancora vivi, ogni giorno è come se fosse l’ultimo, anche a loro piacciono le olive e l’olio, ma da quando la loro madre è morta in quella maniera non ne mangiano più, ogni volta che sentono il profumo dell’olio piangono, alla bimba vengono i crampi allo stomaco.

Ma queste cose i soldati le sanno ? Non le pensano queste cose ? Dove sono i loro cuori ? Ci fanno diventare colmi di rabbia e di odio, anche io a volte non riesco più a pensare a niente di sano e se non fosse per i miei figli mi sarei fatto saltare in aria in qualche posto pieno di militari israeliani.

Ma io non sono questo, io volevo vivere con la mia famiglia nella casa di mio padre, tra gli ulivi di mio nonno

Cristo tra gli ulivi

La notte è lunga ed io in mezzo a voi mi sento meglio

Sapere che mi aspetta questo dolore enorme mi spaventa

Ma io eseguo ordini e a mio padre non posso dire no

Il mio corpo sarà la terra degli sconfitti

Il mio sangue la fonte dove tutte le creature bevono

Ma la mia paura è grande e solo voi sapete consolarmi

La notte è lunga e voi siete maestri nel masticare il tempo lentamente

Perchè per quanto sia lunga questa notte vorrei che fosse eterna

Ma io eseguo solo ordini e mio padre vuole questo

Un soldato Israeliano parla agli ulivi

Eccoci qua, io contro di voi

Un esercito muto e fisso

che non ha armi, non si difende, non urla quando viene ferito a morte

Io mi sento anche un po stupido a fare questo, ma sapete, io eseguo solo ordini.

Allora prima di cominciare l’operazione volevo raccontarvi di quando disegnavo a scuola

la cosa che mi piaceva disegnare più di tutto eravate voi

I vostri tronchi mi ricordavano i corpi di uomini che si contorcevano.

Io ero molto bravo a disegnare e spesso facevo alberi di ulivo che si trasformavano in uomini

ora a vedervi tutti qui di fronte a me pronti per essere ammazzati in questa maniera un po ho i brividi, ma sapete io eseguo degli ordini, per Israele, per la nazione, per il governo, per Dio.

Se loro dicono cosi ci sarà un motivo no ?

Quindi scusatemi ma devo strapparvi dalla terra uno ad uno

Qui ci verrà forse un nuovo villaggio o un muro chi lo sa ?

Devo sbrigarmi, devo finire in tempo, sapete ho una partita di calcio dopo.

Quindi mi raccomando, fate i buoni, non rendetemi la vita difficile

In fondo in qualche modo tornerete utili, faremo legna per il fuoco o per qualcos’altro.

Insomma non tutto è perduto, la vita continua, l’importante è conquistare altra terra, altro spazio.

Sapete com’è ? Siamo in tanti noi, e poi Dio lo vuole, io eseguo solo ordini, in fondo devo dirvi la verità mi dispiace più uccidere voi che un palestinese.

Gli ulivi parlano all’umanità :

La nostra casa è stata il vento, il maestrale e lo scirocco.

Le nostre radici erano fasci di luce visibili solo con gli occhi del gatto e della lepre.

Le nostre radici ci collegavano all’universo.

Come cordoni ombelicali luminosi ci lasciavano fluttuare nell’area.

La nostra linfa ora è il sangue del mondo

E’ la musica che fu dei greci è la musica di tutti gli oppressi.

Abbiamo cinto il capo dei vostri poeti e dei vostri migliori atleti

Siamo stati il dono di una dea

Siamo stati gli ultimi ad ascoltare le preghiere di un dio che avete crocifisso

In noi l’eco lontano della rinascita dell’umanità

Da noi l’olio sacro per ungere i vostri primi e i vostri ultimi

Ora abbiamo radici che non vanno molto a fondo nella terra

perchè siamo collegati al cielo con altre radici invisibili

In noi è il pianto della madre a cui è stato ucciso il figlio

In noi è il sorriso della madre che ha in grembo il figlio

Noi vi vestiamo di ossigeno ma non siamo qui per voi

Voi non siete qui per noi

Siamo la stessa cosa

Lo spazio che a voi sembra separarci è lo stesso che ci unisce

L’aria che ci avvolge è un manto sotto cui i popoli trovano riparo da secoli.

Voi guardate le nostre forme è dite “Guarda sembra il corpo di un uomo” ma mai dite “Guardate i nostri corpi sembrano tronchi di ulivi”

Noi abbiamo migliaia di anni che scavano le nostre cortecce

Voi avete poche decine di anni che solcano i vostri visi

I nostri frutti vi danno nutrimento

I vostri frutti ci avvelenano

Non abbiamo carte d’identità e passaporti

eppure viviamo qui da molto più tempo di voi

Ognuno di noi ha un nome ma le vostre bocche non sanno pronunciarli

E i vostri alfabeti ignorano le nostre parole

Le vostre orecchie non sanno ascoltare le nostre voci

Noi non abbiamo bisogno di essere riconosciuti da voi

Voi credete di essere al centro di tutto e su ogni argomento avete un opinione

Noi abbiamo fatto del silenzio la nostra prima parola e siamo l’argomento.

Comunichiamo col sole perchè siamo il sole

Comunichiamo con la luna perche siamo la luna

Ma voi dividete ciò che è uno e diventiamo ulivi, alberi.

Voi diventate uomini e donne.

In noi il sale del mare

In noi l’acqua della pioggia

In noi l’ossigeno dell’aria

In noi il segreto dell’esserci

In noi il riposo del volo

In noi la traiettoria dell’immobile

In noi la fatica vostra

In noi la vostra ricompensa

In noi la vostra rabbia

In noi la compattezza della terra

In noi lo sgretolarsi della terra

In noi il ricordo dell’estasi

In noi l’estasi

Pensate a noi come esseri fermi ma le nostre gambe hanno il passo di un gigante

Ci muoviamo restando sullo stesso punto

Ci fermiamo muovendoci fermi

Ma voi ancora non capite che le gambe vi portano solo dove dovete andare

Voi siete fermi muovendovi

Viviamo in questa terra che chiamate Palestina, prima che qualcuno la chiamasse

Viviamo in questa terra che Israele vuole rubare come un ladro assassino

Voi soldati di Israele credete di staccarci da questa terra ma non sapete delle nostre radici più forti

Le nostre radici invisibili entreranno dentro le vostre orecchie e si nutriranno dei vostri pensieri

Perche anche voi siete la terra che martoriate

Anche voi siete gli ulivi che estirpate

Anche voi siete Palestinesi

Anche voi siete uomini e donne

Le nostre radici invisibili affonderanno dentro i vostri cuori e i vostri capelli diventeranno foglie

Sarete poeti, sarete veloci maratoneti

Le grida delle donne morte attaccate a noi per non farci sradicare

Saranno la musica delle vostri notti

Potete distruggerci tutti, noi rimaniamo ai nostri posti perchè da qui ci muoviamo immobili

Dove voi edificate muri noi costruiamo silenzi di pace

Dove voi fate sgorgare sangue noi facciamo fiumi di olio profumato

Voi pensate alla vittoria e avete già perso

noi vinciamo sempre perche siamo anche voi

Non ci separiamo da voi

In noi c’è la compassione per i più deboli e voi siete i più deboli

Questa gente di Palestina ha radici simili alle nostre

Noi siamo la loro identità , perche siamo la stessa cosa

Anche voi siete la loro identità altra , ma non lo volete vedere

I vostri signori vi hanno reso schiavi della loro pazzia

I vostri signori vi comandano e voi eseguite

Voi uccidete bambini, vecchi, donne, uomini

Noi benediciamo questi morti con il suono del vento che passa tra le nostre foglie

Voi lo sentite questo e ne avete paura.

Potete toglierci tutti da questa terra, ma resteremo qui e voi ci vedrete sempre, perche le nostre radici sono dentro i cuori di questa gente di Palestina e loro stessi sono ulivi che si muovo restando fermi.

Voi avete armi potenti, voi vi siete organizzati per bene, voi applicate la scienza della cattiveria

Le nostre armi voi non le capite perche il vostro tempo è quello delle formiche, è quello dei cani, è quello delle mosche, noi viviamo un altro tempo, noi guardiamo verso altri orizzonti, noi abbiamo visto i vostri padri in fasce, e i padri dei vostri padri e ancora più in giù.

Noi siamo lo specchio in cui non riuscite a riconoscervi perche le vostre maschere si sono fatte spesse e le confondete con la vostra faccia che è uguale alla nostra.

Noi siamo la salvezza, noi siamo la pace e voi continuate a violentarla la pace nella terra che dite di amare.

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