Partecipazione alla mostra: Welcome to the jungle.

Giacomo Sferlazzo ha partecipato alla mostra che si è tenuta dal 25 marzo al 3 aprile 2016 a Romanville (Francia). L’opera “La gabbia della cultura” è stata realizzata con un quaderno recuperato nel campo autogestito di Calais che ha visitato insieme a Corine Pagny  (artista del collettivo Art in the jungle) Annalisa D’ancona (collettivo Askavusa) e il fotografo Albano Franzoso.

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foto di Corine Pagny (L’opera di Giacomo Sferlazzo “La gabbia della cultura” sullo sfondo un’opera di Corine Pagny)

A seguito della visita a Calais e nel campo de Grande Synthe (France) è stato lanciato un appello per recuperare strumenti musicali.

Instruments de musique pour les personnes dans le camp de Grande Synthe (France)

POUR QUI EST SUR PARIS VOUS POUVEZ EGALEMENT PORTER VOS INSTRUMENTS A L EXPOSITION DE ROMAINVILLE DU 25 MARZ AU 3 AVRIL!!!!

Nous avons visité Calais et le camp de Grande Synthe et j’ai joué de la musique avec les personnes qui y vivent. Tant d’eux nous ont demandé de leur laisser la guitare ou les percussions parce qu’ils n’ont pas grand chose à faire et aiment la musique, en particulier les enfants qui ont vraiment peu d’activités.
En discutant avec Corine Pagny Albano Franzoso Annalisa D’ancona et Susanna Dimitri , j’ai proposé de lancer un appel pour récupérer des instruments de musique à donner aux habitant-e-s du camp.
DONC SI VOUS SOUHAITEZ PARTICIPER, ADRESSEZ-VOUS À Albano Franzoso, SOIT POUR DONNER DES INSTRUMENTS, SOIT POUR FAIRE DES DONTIONS POUR L’ACHAT DE NOUVEAUX INSTRUMENTS DE MUSIQUE.

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Foto di Albano Franzoso (Giacomo Sferlazzo e un bambino nel campo de Grande Synthe)

Strumenti musicali per le persone nel campo del Grande Synthe (Francia)

Abbiamo visitato Calais e il campo Grande Synthe e ho suonato con le persone che vivono li dentro. Tantissimi chiedevano di lasciargli la chitarra o il tamburo perche non hanno molto da fare e amano la musica; specialmente i bambini hanno veramente poco da fare.
Parlando con Corine Pagny Albano FranzosoAnnalisa D’anconaSusanna Dimitri ho proposto di lanciare un appello per recuperare strumenti musicali da donare a chi abita nel campo.
QUINDI SE VOLETE ADERIRE POTETE RIVOLGERVI A Albano Franzoso SIA PER DONARE GLI STRUMENTI
SIA PER DONAZIONI PER L ACQUISTO DI STRUMENTI MUSICALI NUOVI.

Giacomo Sferlazzo Collettivo Askavusa
SENZA PAURA.

Per chi si trova a Parigi può portare gli strumenti musicali a l esposizione di romainville dal 25 marzo al 3 Aprile!!!!

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1932290_1050499138327159_5467922263779766858_nfoto di Annalisa D’Ancona (Calais)

Parigi 18 marzo 2016

Non eravamo in imbarazzo mentre dicevamo che non eravamo d’accordo con i profughi Kurdi iracheni. Stavamo li a cantare e suonare con loro e cercare un brandello di umanità tra il filo spinato e la desolazione e fabbriche in via di dismissione. Non eravamo in imbarazzo nel fermare il discorso per dire che era stato un grande errore combattere per gli USA la Francia e tutto il resto. Per noi é un errore considerare la Russia il cancro del mondo e Assad un criminale. Noi eravamo li a suonare e cantare con loro e a dire che non eravamo d’accordo con loro mentre coloro per cui avevano combattuto li lasciavano ai bordi di una società morente. Noi avevamo messo in conto tutto. Avevamo messo in conto di non essere d’accordo con coloro con cui danzavamo; avevamo messo in conto di non essere d’accordo con gli aiuti umanitari; con i campi per migranti; con i migranti; con chi era contro i migranti; con chi creava la categoria dei migranti; avevamo messo in conto di potere essere una minoranza tra le minoranze ma sapevamo che non appena avremmo cominciato un ragionamento alla pari; senza pretendere niente e senza dover dare niente; un ragionamento solo per capire; sapevamo che avremmo avuto ragione. Cosi ci siamo persi tra la polvere e il filo spinato e i bambini che facevano a botte furiosamente stanchi di non fare niente con bici dipinte d’oro e la voglia di picchiare qualcuno; in ogni caso eravamo ancora vivi e non é cosa da poco; l’apocalisse é ora, é sempre stato cosi; l’apocalisse é sempre e gli alberi che si modificano geneticamente trattenendo tutta la plastica del mondo e gli alberi modificati dagli artisti e tutti gli alberi erano d’accordo con noi e cosi ancora una volta avevavmo vinto una magra consolazione e ancora una volta riuscivamo a digerire il dolore e tutto il filo spinato e tutto il cemento e tutti i confini e tutte le frontiere e tutte le forze armate e disarmate e cosi finimmo ubriachi a guardare la torre parigina che s’illuminava una volta ogni ora e Calais era lontana ma avevamo digerito tutto ed eravamo pronti per i discorsi accademici e il caffé e Calais era lontanissima e avevamo ritrovato il sorriso e il nostro essere ancora troppo distanti da tutto.

Giacomo Sferlazzo

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