Chi vuol essere BOMBARDATO ? Il nuovo video di Giacomo Sferlazzo

Collettivo Askavusa presenta:

CHI VUOL ESSERE BOMBARDATO ? Il nuovo video di Giacomo Sferlazzo.


“È panico sul web”

In America è nato un nuovo e drammatico format, che trae spunto dal famoso e fortunato “Chi vuol essere milionario?”. Il nuovo concorso a premi però non si basa stavolta su vincite da capogiro, ma su raccapriccianti esecuzioni live dei concorrenti e su bombardamenti in zone cosiddette “sensibili” in diretta. Sul nuovo “Chi vuol essere bombardato” si è scatenata l’ira del web, con commenti, condivisioni di articoli, con una petizione su change.org per tentare di bloccare la messa in onda. Ma non c’è stato nulla da fare. Il 1 agosto è andata in onda la prima puntata del programma, svelandone i retroscena, esilaranti.

“Chi vuol essere bombardato?” fortunatamente non è una nuova trovata della rete, ma la campagna pubblicitaria e provocatoria messa in atto per lanciare il nuovo videoclip del brano omonimo di Giacomo Sferlazzo. Cantautore lampedusano, attivista politico, artista poliedrico, Sferlazzo è anche tra i fondatori del collettivo Askavusa, che ha realizzato sull’isola Porto M, luogo simbolo di riflessione sui temi dell’immigrazione e del capitalismo, dove da anni vengono raccolti e conservati gli oggetti appartenuti alle persone “migranti” passate per Lampedusa. Con un’analisi lucida e puntuale, dopo aver visto la propria isola trasformarsi in un palcoscenico mediatico, da anni Sferlazzo e i membri di Askavusa lavorano per un approccio più concreto e risolutorio al problema dell’immigrazione, superando una logica di semplicistica ed ipocrita empatia tra esseri umani ereditata dalla tradizione cattolica, stabilendo che le migrazioni del XXI secolo non sono altro che il rovescio sporco della medaglia del mercato globale che nel sistema di produzione capitalista produce e scarta esseri umani, riducendoli a spazzatura.

La campagna creata ad hoc sul web si è servita di una pagina FB, della pagina di un noto giornalista e di una petizione su change.org. Tutto fake, naturalmente.

Sui social qualcuno ha notato che il fatto era troppo drammatico per poter essere vero, ma altri, la maggior parte, ha gridato allo scandalo, scrivendo commenti al veleno su Facebook, condividendo scandalizzata i contenuti, qualcuno ha deciso anche di firmare la petizione on line per la chiusura del programma, che ha raggiunto in pochissimi giorni tantissime firme.

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Provocazione raccolta, dunque.

Ma la riflessione è amara.

I livelli di analisi sono molteplici. In primis, è disarmante come ormai l’informazione venga delegata ai sociali network, che ci bombardano di notizie mordi e fuggi, senza analisi, senza approfondimento, nell’agonia di un giornalismo d’inchiesta che non ha più seguaci. L’assurdità del tempo che viviamo ci ha reso tutti impassibili ed indifferenti di fronte a ogni avvenimento, che scorre come un fatto qualunque sugli schermi televisivi, mentre migliaia di persone muoiono travolte dalla guerra, annientate dall’impossibilita di muoversi liberamente attraverso frontiere e nazioni, una notizia di sport e un’altra di gossip. Ma l’analisi, forse più amara, va condotta sulla morte dell’attivismo politico, della partecipazione collettiva, della lotta di classe che trova ormai esclusiva conclusione e soddisfazione, in questo processo di lobotomizzazione collettiva, attraverso like ed indignazioni sui social network o attraverso petizioni on line, firmate nella comodità e nella solitudine delle proprie postazioni PC. È forse finito del tutto il tempo delle piazze, delle strade, della collettività, delle discussioni condivise, dell’analisi, della vita concreta spesa in un tempo materiale con rapporti reali. Il nostro è il tempo del “Je suis Charlie”.

La campagna fake di Sferlazzo è riuscita purtroppo nell’intento che si era prefissata, anche se sinceramente questa volta speravamo di poter esserci sbagliati.

Laura Carnemolla

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giac bomb

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INVALSI  PER TUTTI

Cari amici, caro pubblico, siamo nell’era dell’Invalsi, della civiltà dei quiz. Quiz per tutti, dalle elementari al gerontocomio. Quiz binari, trinari, quattrinari, pentanari, tanti quiz per rispondere a botta. Ci hai preso? No? Allora fuori. E se ci hai preso hai un gran culo, troppo per stare in riga. Fuori anche tu. Qui dentro nello studio comandiamo noi, sappiamo noi, a sparare quiz ci dobbiamo essere solo noi e tu pubblico sai bene come assecondare i conduttori. Quiz è divertente, quiz è demente, quiz è risolvente, quiz è determinante, quiz è liquidante. E, soprattutto, quiz non è pensante. E’ un po’ memoria a stracci e molto ‘ndo cojo, cojo.

Ci stanno tre milioni di profughi, o quattro? O duecento? Spara la cifra e sarai comunque sparato. Soprattutto se ti azzardi a rispondere perché ci stanno, chi li ha cacciati di casa. E perché. Noi stiamo qui che balliamo allegri al ritmo dei quiz e tu ci scassi la minchia con argomentazioni. E i bimbi, come si divertirebbero i bimbi? Fuori! A morte lo stronzo? Hai visto che share?

Tutto deve essere binario nel nuovo ordine mondiale. Si no, no si. Niente  complicazioni, niente forse, ma, però. Iniziazione con i videogiochi: più frantumi, più devasti, più bruci, più squarti, più ammazzi e più vinci e più di senti fico e più sei pronto alla maturità in divisa, e più ti muovi bene in Afghanistan, Libia, Iraq, Siria, e poi anche a casa, a Parigi, Monaco, Bruxelles.

Non sai quante armi fanno girare questo studio tv e tutti gli studi e tutti i quiz del mondo? Rispondi al quiz: mille, un milione, tre miliardi? Sbagliato. Gli Usa sono in guerra da quanti anni: 10, 100, due? Sbagliato. Hai detto da sempre, fatelo fuori.

Ti diamo un’altra possibilità. Quiz dell’attentato False Flag: a farti scoppiare ti mandava la mamma, il califfo, l’imam, il cugino radicalizzato? Sbagliato. Dovevi dire “altro”. Prova ancora. A che serve il terrorismo? A: a giustificare le guerre per il dominio sul mondo? B: a trasferire la ricchezza dalla base e dal corpo della piramide alla sua punta? C: a far prendere  provvedimenti che schiavizzino il 99% dell’umanità? D: a farti cagare sotto?  Zitto, non rispondere. Anche i quiz sbagliano. Ce li meritiamo, i terroristi. . Pubblico terrorizzati! Zitti tutti. Sotto con l’Isis. Piazza pulita.

Fulvio Grimaldi

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Il video è stato realizzato integrando con la tecnica del compositing le riprese dal vivo degli attori in un set cinematografico con sala posa in greenscreen, con un set virtuale realizzato interamente in modellazione 3d. Successivamente sono state aggiunte luci, anch’esse virtuali e altri visual effects.

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CREDITS:

Chi vuol essere bombardato è un programma prodotto da Aic Dassom

Tutti i concorrenti sono stati maltrattati – Ogni riferimento a cose o persone è da ritenersi non casuale

Tratto dal disco “Giostre per giovani vecchi” (IfiglidiAbele – Afoforo – distribuzione Audioglobe)

Dal brano “Ciò che divide non son le divise”

Testo e musica > Giacomo Sferlazzo

Arrangiamenti > Sferlazzo Andreini Venturin Spitilli Caliandro

Marranzano e voce > Giacomo Sferlazzo

Chitarra >> Samuele Venturin

Batteria > Jacopo Andreini

Basso > Piero Spitilli

Tromba > Ruben Caliandro

Regia > Salvatore Billeci per VIDEOpro24

Sceneggiatura > Giacomo Sferlazzo

Montaggio e VFX > VIDEOpro24

Coreografie > Sara Flamini

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Presentatore > Tommaso Sparma

Cantante > Giacomo Sferlazzo

Ali Abkah > Pietro de Rubeis

Maryam Saphiah > Miriam Palmisano

Giovanna Precaria > Alessandra Balistreri

Valletta > Giorgia Balistreri

Regista > Salvatore Billeci

Uomini d’affari > Giuseppe Balistreri, Abele Sferlazzo, Salvatore Busiello

Ballerine > Sara Flamini Adriana Lombardo Emily D’Ippolito Isabella D’Aietti

Animatore Pubblico > Gianfranco Rescica

Militare 1 – Giorgo Bomba > Matteo Palmisio

Militare 2 > Dario Billeci

Ragazza Selfie > Valentina Alabiso

Bambini > Abele Sferlazzo, Lorenzo Sferlazzo, Matteo Billeci

Telespettatori > Annalisa d’Ancona, Vincenzo d’Ancona, Gaspare Palmeri

Pubblico > Vincenzo Billeci, Pierina di Maggio, Filippo Pucillo, Paolo di Bona, Gina Oancea, Adriana Cino, Valentina Alabiso, Veronica Conca, Renzo Fois, Corrado Conca, Luana Ugas, Nicolas Corda, Marta Massessi, Simone Longu, Federico Sala, Francesca del Volgo, Alice Fagotti, Alice Anzivino, Lucrezia Giordano, Giuseppe Rupelli, Diego Stan, Yael Stan, Antonio De Rubeis, Maurizio Santonocito, Alessandro Taranto.

GRAZIE a Antonio Mazzeo, Massimo Coraddu, Fulvio Grimaldi.

 

 

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