NO MUOS – Ritmo Rivoluzionario

In occasione della manifestazione del 1 luglio a Niscemi pubblichiamo in anteprima e in ascolto gratuito “Ritmo rivoluzionario” un brano contro il Muos di Niscemi e contro la militarizzazione dei territori.

Il brano, frutto della collaborazione con Salvatore Monelli e Luciano Cannia,  fa parte del nuovo disco di Giacomo Sferlazzo (in lavorazione) “ARRISPIGGHIATIVI” che sarà interamente in dialetto siciliano e dedicato alla memoria di Pasquale De Rubeis detto “U Pachinu”.

(Di seguito uno scritto di Antonio Mazzeo, l’appello per la manifestazione del 1 luglio e un video di Giuseppe Firrincieli  dove  si può ascoltare l’intervento di Claudio Risitano durante una manifestazione No Muos)

Luciano Cannia – voce
Salvatore Monelli – voce
Giacomo Sferlazzo – voce
Jacopo Andreini – beats, sax contralto e baritono, bouzouki
Ruben Caliandro – tromba
Antonio Putzu – friscalettu
Samuele Venturin – fisarmonica
Piero Spitilli – contrabbasso
Registrato e mixato da Jacopo Andreini
Le voci sono state registrate da DJ SEBY presso ArteSuoniStudio

 

Il MUOStro di Niscemi di Antonio Mazzeo

Guerre per le risorse naturali ed energetiche. Guerre per l’acqua, il petrolio, il gas, l’uranio. Guerre per il clima e per manipolare il clima. Guerre spaziali, terrestri, marittime, subacquee. Guerre per la supremazia della razza e contro le razze. Guerre per le frontiere e contro le frontiere, al terrorismo e alle piraterie, ai rifugiati e ai migranti. Guerre globali e permanenti. Inni alla Morte, alla Follia, alla Barbarie. Si uccide in Afghanistan, Iraq, Pakistan, Yemen, Libia, Siria e Palestina. Il continente nero è un inferno: torrenti di sangue dal Maghreb al Corno d’Africa, dalla Regione dei Grandi Laghi a quella sub-sahariana, il Delta del Niger, l’Equatore. Si uccide con le pistole, i fucili, le bombe, le mine; con i cannoni, i missili, i caccia e i siluri. E sempre di più con le testate che arrivano silenziose da migliaia di chilometri lontano, a bordo di missili da crociera e aerei senza pilota, governati da satelliti, computer, videoterminali. Armi bestiali che intercettano, colpiscono, annientano. Che non perdonano.

Il guerriero planetario del XXI secolo si è trasfigurato: ha perso il corpo, il cuore, la ragione. Cellule e organi hanno lasciato il posto a miliardi di byte; gli occhi ai laser, i battiti cardiaci alle microonde. Per le operazioni disumanizzate e disumanizzanti del Terzo Millennio bastano anche una manciata di maxi-antenne in rete tra la Terra e lo Spazio. Nel cuore della Sicilia, a Niscemi, all’interno di una riserva naturale di straordinaria bellezza, è stato realizzato uno dei tasselli chiave della nuova costellazione di morte della Marina militare degli Stati Uniti d’America. Il MUOS, network di sofisticate tecnologie per le telecomunicazioni satellitari che consente di propagare universalmente gli ordini di guerra convenzionale, chimica, batteriologica e nucleare e finanche quelli per modificare l’ambiente. Che dirige le operazioni di ogni singolo reparto militare, marines e unità navali, sottomarini, bombardieri, Cruise e missili intercontinentali per consolidare l’egemonia USA sul pianeta, accelerando la transizione verso la gestione automatizzata dei conflitti. Il MUOS sancisce una cesura irreversibile con la storia dell’Umanità e la concezione stessa della Pace e della Guerra, della Vita e della Morte. Senza più limiti giuridici e imperativi morali e oltre ogni limite di responsabilità. Sino all’olocausto finale.

Anche grazie al MUOStro di Niscemi, la mente e la coscienza umana cedono il passo alle intelligenze artificiali di processori e sistemi informatici, teleobiettivi e satelliti. Così è voluto dalle più recenti dottrine strategiche che prefigurano l’estromissione dei militari in carne ed ossa dalle catene decisionali in tempi di crisi. Riducendo i tempi di risposta e ipervelocizzando le trasmissioni di ordini e informazioni agli utenti combattenti, questo sistema di distruzione universale fa da battistrada ai killer robot, primi fra tutti i droni, l’ultima frontiera delle tecnologie belliche del Pentagono. Macchine infernali programmate alcune per spiare, altre per selezionare e uccidere un obiettivo. Le forze armate le utilizzano ormai ovunque e contro chiunque, senza più distinzioni tra non combattenti e obiettivi legali, in palese violazione del diritto internazionale umanitario. Un’interminabile escalation di stragi per errore di civili – donne, bambini, anziani – e di omicidi preventivi di presunti guerriglieri-terroristi.

Con il MUOS si fa un altro passo avanti verso l’implementazione di sistemi d’arma interamente automatizzati. L’obiettivo finale è realizzare veri e propri sterminatori senza pilota, liberi da ogni controllo umano. Il Dipartimento della Difesa spende annualmente più di sei miliardi di dollari per finanziare la sperimentazione di queste tecnologie modello “Frankstein”. L’obiettivo strategico è far sì che entro il 2030 i velivoli senza pilota siano i padroni assoluti dei cieli. C’è poi fissata un’altra data-target, il 2047, quando gli attacchi potranno e dovranno essere decisi in assoluta autonomia da sofisticati computer che riprodurranno artificialmente l’intelligenza umana.

Strumento di distruzione allora, ma non solo. Il MUOStro di Niscemi incarna infatti tutte le contraddizioni della globalizzazione neoliberista. Uccide in nome della pace e dell’ordine sovranazionale. Devasta il clima, l’ambiente, il territorio; dilapida risorse umane e finanziarie infinite; rigenera le ingiustizie. Esautora ogni controllo dal basso, espropria democrazia e priva di spazi di libertà e agibilità politica. Rafforza il blocco di potere transnazionale; contamina irrimediabilmente la natura e la ragione; viola il diritto alla salute d’intere popolazioni. Per imporre l’installazione delle sue antenne contro la volontà di centinaia di migliaia di donne e uomini siciliani, sono stati traditi articoli fondamentali della Costituzione; beffate leggi europee, nazionali e regionali; aggirati vincoli urbanistici e paesaggistici; zittiti ed emarginati i legittimi rappresentanti dello Stato a livello locale. La classe politica nazionale bipartisan si è piegata agli interessi del complesso militare-industriale-finanziario a stelle e strisce, il cui invasivo potere corruttivo è noto in ogni angolo della terra. A lui sono stati sacrificati diritti, dignità, sovranità, cittadinanza.

L’epopea del MUOStro di Niscemi è costellata da falsità, raggiri, tradimenti. Un film dell’orrore popolato da protagonisti simili al dottor Jekill e a mister Hyde: diplomatici, militari, agenti, e spioni USA con libertà di condizionare qualsivoglia aspetto della politica estera italiana; alti ufficiali delle forze armate miopi o spergiuri; ministri della guerra passacarte d’industrie d’armi ed eserciti stranieri; docenti universitari e presunti luminari in perenne conflitto d’interessi; scienziati, esperti e funzionari pubblici malati d’ignavia; imprenditori in odor di mafia; governatori, politici e amministratori prima populisti e poi voltagabbana.

La scelta politica di autorizzarne la realizzazione spettava costituzionalmente al Parlamento ma è stata declassata a mero parere di organi militari, tecnici e pseudo-scientifici e filo-governativi. Un golpe istituzionale che ha pregiudicato ogni programma di rilancio socioeconomico del territorio niscemese e che ha condannato definitivamente la Sicilia a interpretare i ruoli di portaerei USA, NATO ed extra-NATO nel Mediterraneo, frontiera estrema contro le migrazioni, isola Alcatraz per i migranti e i richiedenti asilo miracolosamente scampati alle guerre, ai naufragi e ai respingimenti delle unità aeronavali europee e nordafricane.

Quello in corso in Sicilia è un processo di militarizzazione soffocante, devastante, invasivo, onnicomprensivo. Il MUOS ne è solo una parte, quella più nota. La grande installazione USA di Niscemi è uno dei centri nevralgici mondiali per le telecomunicazioni con i sottomarini atomici e le grandi unità della Marina USA in navigazione tra l’oceano Atlantico e il Golfo Persico. Una settantina di km a nord sorge la stazione aeronavale di Sigonella, la principale base delle forze militari statunitensi nel Mediterraneo, hub e piattaforma di lancio di tutte le operazioni belliche in Africa, est Europa, Medio Oriente e sud-est asiatico. Nei piani delle forze armate USA e NATO, Sigonella farà da capitale mondiale dei droni, cioè da centro d’eccellenza per il comando, il controllo, la manutenzione delle flotte di velivoli senza pilota chiamati a condurre i futuri conflitti globali.

Contemporaneamente è cresciuta la pressione militare sui principali scali aeroportuali e portuali dell’Isola, a partire da Trapani-Birgi, Pantelleria, Lampedusa e Augusta, convertiti in veri e propri centri di proiezione avanzata delle forze armate nazionali e internazionali. Le false emergenze “sbarchi” dei richiedenti asilo sono state prese a pretesto dal governo per giustificare il dispiegamento in Sicilia di un dispositivo militare anti-migranti senza precedenti, sia sotto il controllo delle forze armate italiane che della NATO, dell’Unione Europea e di Frontex, la famigerata agenzia per il controllo esterno delle frontiere europee. Più che a una ipermilitarizzazione delle frontiere ci troviamo di fronte ad una guerra non dichiarata contro bambini, donne e uomini inermi il cui unico crimine è quello di non rassegnarsi silenziosamente alla fame, allo sfruttamento, al sottosviluppo, all’assoluta marginalizzazione. 

Quella dell’installazione del MUOS a Niscemi non è però solo una storia di raggiri e soprusi di Stato. È pure la narrazione di una mobilitazione popolare di massa che in Sicilia non si vedeva dai tempi della lotta contro i missili nucleari di Comiso, nei primi anni ’80 del secolo scorso. Cortei, petizioni, scioperi generali, mostre e videoproiezioni, comizi, concerti, dibattiti, sit-in, azioni dirette non violente e di disobbedienza civile, occupazioni simboliche, blocchi degli automezzi dei militari e delle aziende impegnate nei lavori di costruzione, incursioni mirate e invasioni pacifiche di massa della grande stazione NRTF di contrada Ulmo, Niscemi. Migliaia e migliaia di donne e uomini che hanno rifiutato l’omologazione, la delega, la rassegnazione; che hanno riscoperto i valori della politica attiva, della responsabilità, dell’autorganizzazione. Sono sorti in Sicilia decine di comitati No MUOS ad adesione individuale e sono fiorite reti con i soggetti e i movimenti sociali che in tutta Italia si oppongono, dal basso, alle logiche della guerra e della militarizzazione, alle Grandi Opere inutili e dissennate, ai piccoli grandi stupri del territorio. Lo Stato ha risposto alle legittime e pacifiche mobilitazioni di protesta unicamente con la repressione, le cariche, le botte, gli arresti, i sequestri, centinaia di denunce, i processi, le sanzioni pecuniarie e amministrative, la progressiva riduzione degli spazi di agibilità e rappresentanza democratica.

Ciò non ha impedito, tuttavia, che a Niscemi e in tutta la Sicilia si sia sviluppata, specie tra le nuove generazioni, una coscienza dei propri inalienabili diritti e una nuova identità sociale, il senso di prendere parte finalmente a un processo collettivo di trasformazione e giustizia. Un percorso che nonostante le sconfitte in sede politica o nei tribunali amministrativi, la brutale repressione di Stato, le oggettive difficoltà organizzative e di tenuta dei movimenti sociali e d’opposizione ha avuto un suo importantissimo momento di visibilità internazionale in occasione del recente summit G7 di Taormina, quando migliaia di manifestanti hanno invaso le vie di Giardini Naxos incuneandosi nelle zone rosse illegittimamente disposte dalle forze dell’ordine per “proteggere” e isolare i falsi Grandi della Terra dall’inesorabile giudizio dei Popoli e della Storia.

Il dovere, adesso, per tutti noi, di non disperdere lo straordinario patrimonio di lotte e speranze collettive di tutti questi anni.

niscemi

APPELLO PER UNA MANIFESTAZIONE A NISCEMI SABATO 1 LUGLIO

Con le forzature legali e la forte repressione si sta cercando di normalizzare l’anomalia siciliana, cioè provare a porre nel nulla, una lunga e profonda mobilitazione, ricca d’iniziative, esperienze e azioni contro l’installazione e l’entrata in funzione del MUOS, per lo smantellamento dello stesso e delle 46 antenne della base NRTF.
La nostra è stata ed è una battaglia contro la militarizzazione della Sicilia e del Mediterraneo, e contro gli effetti collaterali della presenza a Niscemi di una delle quattro stazioni di terra del sistema di comunicazione militare USA: inquinamento e impatto elettromagnetico sugli abitanti e sull’ambiente. Resistenza popolare che qualcuno vorrebbe cancellare e criminalizzare, ma che, invece, è ancora aperta e deve perseguire fino in fondo i suoi obiettivi. Prendiamo atto che anche la commissione parlamentare d’inchiesta sull’uranio impoverito si è arruolata “pregiudizialmente” per il Muos, rifiutando l’argomentata documentazione giuridica e scientifica dei nostri legali e consulenti e accettando le misurazioni fatte dagli stessi militari statunitensi e gentilmente fornite all’ARPAS (sostanzialmente il controllato che fornisce i dati al controllore).Con l’attivazione del MUOS la potenza dell’apparato di comunicazioni statunitensi è arrivata alla sua massima efficacia. Tramite questo apparato le forze militari USA gestiscono ogni azione, ogni attacco, ogni guerra: compreso l’uso dei droni a scopi militari nelle missioni di guerra.
L’attacco missilistico alla Siria ci mostra come i venti di guerra spirino sempre più forti sia in Medioriente sia in Nordafrica e come l’Italia, e la Sicilia in primo luogo, siano pedine essenziali in questo gioco pericoloso che rischia d’infiammare l’intero pianeta. E anche il rafforzamento militare della frontiera orientale dell’Europa o l’accanimento contro i migranti con Frontex a difesa delle “fortezza Europa” sono elementi di una escalation che ci sta facendo sprofondare verso la barbarie, mette le politiche militari in primo piano e sottrae sempre più risorse ai cittadini, ai lavoratori, alla società per mantenere apparati costosi, utili solo a garantire all’imperialismo il perpetuarsi di equilibri di terrore e di morte.
Mentre l’apparato repressivo e la stampa nazionale a comando di una politica subalterna e corrotta tentano d’imbavagliare il Movimento No MUOS, un importante riconoscimento ci viene dall’estero dove ci è stato assegnato il premio Aachen per la pace. Uno dei più importanti e ambiti premi internazionali assegnato annualmente nella città tedesca di Aquisgrana a chi si è distinto per particolari meriti nella ricerca e nella costruzione della pace.Questo premio valorizza i nostri obiettivi riconoscendo in motivazione che l’assegnazione è stata determinata dalla serietà del nostro impegno per la pace, contro la militarizzazione del territorio, contro l’utilizzo della Sicilia come frontiera fortificata anche nei confronti dei migranti, per la tutela della salute e dell’ambiente.
Proprio partendo da questo importante riconoscimento vogliamo rilanciare la mobilitazione contro il MUOS e contro la guerra, a partire da una grande manifestazione da svolgere a Niscemi sabato 1 luglio, inizio di un’estate di lotta per la smilitarizzazione della Sughereta per ridare voce a chi rifiuta ogni conflitto armato tra gli stati, a chi si oppone alla prepotenza delle armi, a chi aspira alla liberazione delle proprie terre e del mondo intero dalla follia militarista, a chi vuole contrapporre un’economia della pace a quella fondata sul commercio delle armi e sulla distruzione, a chi continua a battersi per un mondo senza guerre e razzismo.

Sabato 1 luglio alle ore 16,30 largo Marinnuzza partenza Corteo (interverranno gruppi artistici), alle ore 20 concerto e interventi in piazza V. Emanuele.

http://www.nomuos.info/

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