Testi

TESTI

“Il figlio di Abele” 2009

 

 

Aggregazioni e disgregazioni della materia.

I calli induriti di vecchi eremiti
Curvati su corde di chitarre ammaestrate
Col tempo passato da musica invaso

Un alcolizzato sdraiato in un prato
Sospeso in riunioni con costellazioni
Che narrano al mondo di antiche battaglie di Greci e Romani

E gli atomi non nascono non muoiono si trasformano

L’acqua scende diventa ghiaccio evapora nuvola pioggia si fà

 

E gli atomi non nascono non muoiono si trasformano

L’acqua scende diventa ghiaccio evapora nuvola pioggia si fà.

 

Perfetto

L’infrangersidel mare sugli scogli perfetto
La luna che sbuca nei sogni perfetto
Il pianto di un uomo che ha perso i suoi soldi nel gioco
Un colpo di tosse dopo avere fumato perfetto

Il canto di un pescatore sommerso nel vento dopo aver pescato
La rabbia di fronte all’ingiusto del mondo o è perfetto

Il dolore di una prostituta su un viale perfetto
Lo sguardo di meraviglia di un bimbo perfetto
Il suono di un clacson mentre leggi Yoice perfetto
La gioia di avere vissuto anche solo un momento

Due corpi ansimanti nel buio di una stanza che danzano
Insieme in un lieve momento e bere una birra insieme a un amico
Anche due anche tre anche quattro è perfetto.

Ricordo l’infanzia passata tra i campi perfetto
Mia madre sbiadita che stirava i panni perfetto
Fissare tra i rami una ragno che tesse
Fumare una canna in riva a una spiaggia

E dopo rincorrerti per abbracciarti e dirti qualcosa mi sfugge
restare da soli a pensare se Dio ci sia oppure no è perfetto.

é perfetto è perfetto è perfetto…………..

 

Ah la politica

Vanno vaganti i pensieri miei in cupi viali di alberi ornati
Tra spenti ricordi e accordi segreti con muse confuse
Ah si io fossi più lesto di mano più furbo e villano
Di certo la vita nono paga la bontà ammesso che io sia buono

E poi guardati tu che parli di politica alla televisione
Ti arrabbi centomila volte al mese e speri che io sia cortese
Le spese di natale l’uovo a pasqua credo che ci sia un poco di confusione
Tra le feste sante e il consumismo massacrante
Ante d’armadi scheletri usati a convenienza
Santa pazienza che se ne và che se ne và

Ah che bella la politica ah
Puoi fare il ministro dell’istruzione e della sanità
Ah che bella la politica ah
Puoi impegnare la tua vita per l’umanità

E poi guardati tu che ridi alla tv e cerchi di convicermi a votare il tuo partito
E tempo d’elezione viva la processione dell’urna elettorale
Abbiamo dei programmi fidatevi che i danni saranno riparati ati

Ah che bella la politica ah
Puoi fare il ministro dell’istruzione e della sanità
Ah che bella la politica ah
Puoi impegnare la tua vita per l’umanità

Ah che bella la politica ah
Puoi fare il ministro dell’istruzione e della sanità
Ah che bella la politica ah
Puoi impegnare la tua vita per l’umanità.

 

 

Come in un’ombra

Lenti si aprono
Fiori di carta
E tu salti un pò più in là
Dentro l’anima
Come in un ombra

Tetti cadono
Cani avanzano
E tu gridi la rabbia
Nella scatola
Come nell’ombra

Schianto di maree
Nubi infrante
Curve morbide
Come in un ombra

E quanta instabilità nel posacenere
Ti vesti di vanità voli nell’etere
Quel gusto strano di cedere all’incedere

E mentre si scannano poveri e nobili
Lenzuola si agitano davnti a increduli
Smarrire il senso di una presunta verità

Come in un ombra come nell’ombra
Come in un ombra come nell’ombra

Piedi scalzi che
Si rincorrono
Nei bus
Uomini e tribù
Che richiamano riti antichi

Ossa e carne di
Viaggiatori
Bianco senso di armonia
Come in una via
Immersa nell’ombra

Rose elettriche
Miti fragili
Menti lucide
Come in un ombra

E quanta instabilità nel posacenere
Ti vesti di vanità voli nell’etere
Quel gusto strano di cedere all’incedere

E mentre si scannano poveri e nobili
Lenzuola si agitano davnti a increduli
Smarrire il senso di una presunta verità

Come in un ombra come nell’ombra
Come in un ombra come nell’ombra.

 

Ho fede nell’immenso

S’inarcano le foglie vittime del freddo
Stanchezza ritrovata dentro un lungo inverno
E dici avere un figlio oggi è propio una follia
Il mondo è marcio il mondo è sporco il mondo è in malattia

Ma ho fede nell’immenso

Tutto è denaro tutto è merce tutto è in agonia
Ingrassa l’occidente ingrassa la telefonia
Macchine nello spazio guerra in medioriente
Fame nel mondo guerra nella mia mente

Ma ho fede nell’immenso

Distratta si fa l’attenzione nella sera
L’istinto e l’egoismo spaccano la pietra
E non controlli più la tua forte ambizione
Tutto è giustificato l’ho visto in televisione

Ho fede nell’immenso ho fede nell’immenso ho fede nell’immenso

I buchi neri il relativo Schopenauer
Il dubbio che insegue le mosche all’imbrunire
Gli errori di chi ti dovrebbe dare esempio
L’errore di dovere avere un sesempio

Ho fede nell’immenso ho fede nell’immenso ho fede nell’immenso

Hai detto tutto è niente tutto è nella mente
Non vedi l’uomo è un animale masochista
Tu credi solo per paura della morte
Tu credi perchè non sei abbastanza forte

Ho fede nell’immenso ho fede nell’immenso ho fede nell’immenso.

 

 

Io dovrei finirla col mio io

Io che non so mai stato giovane che non ho imparato a mentire
e vivo tra il fumo di una sigaretta in un bar di periferia
Io che al mattino mi alzo tardi e che la notte non dormo per guardare la notte
E spio i passanti e le loro facce ma non mi riconosco mai.
Io che scrivo cose tristi su accordi semplici cpme mobili vecchi
che amo mio figlio e mia moglie che non ballo se non sono ubriaco o drogato
Io che assomiglio a tutti e non assomiglio a nessuno
Che non mi piacciono le feste che sono sempre annoiato

Io dovrei finirla col mio io e respirare lentamente fino a perdermi nel niente
innamorarmi di una forma che tace e muta si rivela

Io che non voglio volare ma voglio essere il volo che non vorrei sapere niente per sapere tutto
che mi piacciono le scatole e non mi piacciono i contenitori
che nopn mi trovo nei gruppi e che mi diverte la gente
Io che credevo come molti che la rivoluzione fosse esterna
adesso credo che l’unica rivoluzione si possa fare su se stessi
che la politica è una merda le leggi sono una bugia e che da sempre chi governa cura la propria malattia

 

Io dovrei finirla col mio io e respirare lentamente fino a perdermi nel niente
innamorarmi di una forma che tace e muta si rivela

Io che non mangio carne e pesce per una questione etica che uccido i topi e gli scarafaggi perche mi fanno schifo
Io che devo tutto a mia madre e a mio padre io che non devo niente a nessuno.

Io dovrei finirla col mio io e respirare lentamente fino a perdermi nel niente
innamorarmi di una forma che tace e muta si rivela.

 

 

Lorenzo aspetta che finisca il vento

Odi che il vento fa litanie
S’insinua come la mano di chi
Cerca un perchè dentro un vestito
E puntualmente poi rimane deluso
Gli alberi flettono i rami all’insù
Danzano come seguendo una scia
Mentre una carta leggera
Vola indicando una via che non è mia

Si sciolgono i capelli delle donne che rimangono immobili
E lacrime dagli occhi che fissano ombre lontane oltre la sera
Oltre la sera oltre la sera la sera.

Mentre l’aria si fa stabile io divento un po più vigile ogni cosa impara a ridere rinsce armonia
Mentre l’aria si fa stabile io divento un po più vigile ogni cosa impara a ridere rinsce armonia
Mentre l’aria si fa stabile io divento un po più vigile ogni cosa impara a ridere rinsce armonia
Mentre l’aria si fa stabile io divento un po più vigile ogni cosa impara a ridere rinsce armonia

Etniche figure d’aria vestite
Guardale dal vento son sostenute
S’alzano in volo legiadre
Macchie bianche di posia spiegan le ali

Si strappano le vesti che stavano stese nei fili sui tetti
E l’agave si anima di un energia misteriosa che mi appare ignota
Che mi appare ignota ignota

Mentre l’aria si fa stabile io divento un po più vigile ogni cosa impara a ridere rinasce armonia
Mentre l’aria si fa stabile io divento un po più vigile ogni cosa impara a ridere rinasce armonia
Mentre l’aria si fa stabile io divento un po più vigile ogni cosa impara a ridere rinasce armonia
Mentre l’aria si fa stabile io divento un po più vigile ogni cosa impara a ridere rinasce armonia.

 

 

Un giorno di settembre

Passare quella dose di terrore naturale
Per scoprire la mia voce risuonare su uno specchio
Oggi è un giorno di settembre la paga è andata bene
Ma io non ho niente da comprare e non ho niente da pagare

Avrei dei sogni in un cassetto
Ma non riesco più a dormire e non riesco a ricordare
Se è più facile morire o continuare a respirare
Respirare respirare e non pensare che è più facile morire

Ma fuori c’è il sole fuori c’è il sole la gente si vuole divertire divertire

Levare quella sete di ricchezza innaturale
Per provare a disegnare il tuo volto su una stella
Senti esistono le fate gli spiriti notturni
Gli angeli e le streghe per pochi folli

Oggi è un giorno di settembre la paga è andata bene
E mi potrei ubriacare sdraiato su un soffitto gettarmi a capofitto
Su ostriche e caviale e dopo vomitare
E dopo vomitare anche il mare

Ma fuori c’è il sole fuori c’è il sole la gente si vuole divertire divertire

Ma i poeti lo sanno che la bonaccia d’estate è solo un tiepido miraggio prima dell’autunno
E ogni cosa a suo turno si disperde nei sogni naufragando nel tempo naufragando nel tempo.

 

 

Lampedusa 24/01/2009

Aprirono le porte del centro e uscirono gli uomini gridamdo
e noi in piazza a contemplare il rumore del regime e del mare
E quando arrivarono gridando il grido fu di un unico lamento
E quel che volevano fosse terrore lo trasformammo in smisurato amore
E quel che volevano fosse infranto lo trasformammo in miracoloso canto

Libertà libertà libertà

E s’abbeverarono alle nostre fonti e mangiarono dalle nostre tasche
E dietro al palco degli oranti dell’ordine il tutore minacciava manganelli
Ed io gli vomitai fascista e continuai con la mia protesta
E vidi tra le tante divise le facce amiche dell’isolamento
E quel che volevano fosse pazzia la trasformammo in dolce melodia

Libertà libertà libertà

E poi li riportammo dove qualcuno ci mostrò l’odore del dolore
ed io gridai al mio fratello fatti leggero e che ti porti il vento
ed io guardai al mio aggressore e riconobbi il mio stesso malumore
E quel che volevano fosse sangue dal palmo lo trasformammo in religioso salmo
E quel che volevano fosse sangue dal palmo lo trasformammo in religioso salmo

Libertà libertà libertà.

 

Ti hanno insegnato

Ti hanno insegnato a camminare
Ti hanno insegnato anche a parlare
Ti hanno inculcato una religione
E lei che dice va tutto bene
Va tutto bene va tutto male

I bambini da lavare pronti per la comunione
L’aspirina la cocaina la macchina nuova che devi far giustare
Il cellulare la processione la disoccupazione che tarda ad arrivare

Ti hanno insegnato a camminare
Ti hanno insegnato anche a parlare
Ti hanno inculcato una religione
E lei che dice va tutto bene
Va tutto bene va tutto male

E lo stao è un invenzione per poterti controllare
Lavorare lavorare lavorare consumare
Hai la tassa da pagare hai la tassa da pagare
Fratelli d’italia l’italia sè desta andate allo stadio spaccatevi la testa
Cosi qualcuno potrà studiare il fenomeno violento che bisogna far tacere……

 

 

Una conclusione non c’è

Passeggiare su un tratto di costa distratto dal vento
Inseguire le ombre che fanno le mosche sul fondo del cielo
E annegare annegare annegare nell’arcobaleno
Imparare a sparare e restare a cantare nel bosco
Una triste canzone che invento ma che non conosco
E bruciare bruciare bruciare fino a finire
Come è triste la vita di un uomo dedito al suo lavoro ed al suo lamento
In attesa del dolce suo pensionamento
C’è più poesia in uno stivale su un armadietto
O in una conchiglia portata dal vento verso il suo il suo lamento
La luce mi risvegli dal sonno di una veglia e nella mia valigia ci trovo solo caffè
Dov’è la mia ragione mi ha perso un occasione e adesso mi diverto a sciupare la vita
Insultare un ragazzo che parla affacciato a un balcone
Respirare la notte e bagnarsi sotto un acquazone
E gidare gridare gridare tanto per gradire
Che porcheria questa sangria è senza emozione è senza melone
Oh mio Dio che confusione
La luce mi risvegli dal sonno di una veglia e nella mia valigia ci trovo solo caffè
Dove la mia ragione mi ha perso un occasione e adesso mi diverto a sciupare la vita
Una conclusione non c’è una conclusione non c’è una conclusione non c’è fai un poco te.

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